Artigianato delle Alpi

A Verona stop definitivo della sperimentazione sui macachi

A Verona stop definitivo della sperimentazione sui macachi. Nella città scaligera è stata sottoscritta ieri, tra il Comune e l’Università di Verona,

firmaMacachi450una nuova importante pagina di cambiamenti nella storia della sperimentazione medico-scientifica sugli animali.

 In un Paese sempre più diviso sulla necessità o meno di questo metodo di ricerca, con battaglie legali complesse che spesso non trovano una positiva conclusione, la città di Verona, giunge infatti  alla firma del protocollo d’intesa fra il Comune e l’Università, che sancisce, in via definitiva, la conclusione della sperimentazione sui primati non umani.

Punti dell’accordo
 L’Università di Verona si impegna a cedere a titolo gratuito la proprietà dei primati non umani attualmente in suo possesso, tre ‘Macaca mulatta’ di cui uno molto anziano e due fra i 3 e i 4 anni di vita, ospiti nel Centro Interdipartimentale di Servizi per la Ricerca – C.I.R.S.A.L. A garanzia della massima tutela del benessere psico-fisico degli animali, sarà cura del Comune individuare l’associazione che se ne prenderà cura, fra quelle riconosciute dal Ministero della Salute.

 L’associazione, ricercata a livello nazionale attraverso una manifestazione d’interesse, dovrà essere in grado di prelevare a proprie spese i tre macachi e di provvedere alla loro messa a dimora in struttura autorizzata alla loro detenzione, garantendone il mantenimento, cure veterinarie e quant’altro sia necessario per il loro benessere.

 L’accordo tra Comune e Università è stato sottoscritto ieri, in Municipio, dal sindaco Federico Sboarina e della prorettrice vicaria, la professoressa Donata Gottardi. Presente Laura Bocchi, consigliere comunale con delega agli animali e promotrice dell'iniziativa per dire stop alla sperimentazione su questi primati.

 “In poco tempo si è giunti alla positiva conclusione di un importante percorso di collaborazione avviato con l’Università – spiega il sindaco Sboarina –. La sottoscrizione del protocollo d’intesa sancisce un rivoluzionario cambio di strategia nelle metodologie di ricerche che, per il futuro, dovranno guardare a metodi alternativi rispetto alla sperimentazione sui primati non umani. E’ necessario comprendere che il benessere del genere umano è diametralmente collegato al benessere degli animali e dell’ambiente del nostro Pianeta. Prendersene cura è l’unica via percorribile per garantirne la salvaguardia in favore delle nuove generazioni”.

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