Export italiano e Made in Italy: la strategia di Coldiretti per battere la crisi.
A Negrar l’incontro tra Coldiretti e Valpolicella Benaco Banca traccia la rotta strategicaper l’export e il Made in Italy. “Non più subire l’incertezza, ma cavalcarla”. In un panorama internazionale scosso da tensioni geopolitiche e barriere commerciali, l’agroalimentare italiano cerca nuovi punti cardinali. È questo il messaggio emerso dal convegno “Nel caos globale una bussola per l’export italiano”, ospitato nella sede della Cantina Valpolicella Negrar.
Addio allo “Zio Sam”: il baricentro si sposta a Sud-Est.
L’analisi tecnica di Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, ha scosso la platea: “Gli Stati Uniti non sono più lo ‘Zio Sam’ di una volta e l’Europa rischia di restare intrappolata in un’astrazione regolamentatoria”. Secondo Noci, “l’Unione Europea deve abbandonare le ideologie del Green Deal a ogni costo per abbracciare un sano pragmatismo”.
“L’Italia gode di una preferenza naturale nel mondo, ma non possiamo più puntare sui costi bassi o sui grandi volumi”, ha avvertito Noci. “La nostra unica via è la leadership nell’eccellenza. Il caso dell’Amarone è emblematico: mentre i consumi generali calano, l’alta gamma tiene. La nostra stella polare deve essere l’altissimo livello, guardando a mercati come l’Asia“.
La sfida di Coldiretti: fare squadra contro l’individualismo.
Il presidente Nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, ha lanciato un appello all’unità: “Il mondo agricolo non può più permettersi l’individualismo. Singolarmente non siamo competitivi”. Prandini ha poi attaccato l’Europa dei tecnocrati: “Serve un’Europa del mercato, non solo delle regole. Abbiamo delocalizzato produzioni essenziali come i fertilizzanti e ora ne paghiamo il prezzo con rincari del 40% in un mese”.
Sul fronte del vino, Prandini è stato chiaro: “Il settore tornerà straordinario, ma servono nuove figure professionali capaci di creare cultura del prodotto e adattarsi ai trend globali, difendendo l’identità italiana contro derive come le etichette a semaforo“.
Il focus sul vino: vince chi punta al “Premium”.
Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, ha analizzato i dati del settore vitivinicolo: a fronte di un calo globale dei volumi (-3,8%), gli spumanti crescono del +1,5%. “Questo ci dice che il mercato premia la qualità e il posizionamento premium“, ha spiegato Vantini. “Produrre eccellenza oggi è solo il punto di partenza; serve una strategia comune per trasformare le minacce in opportunità”.
L’evento, coordinato dal direttore di Coldiretti Verona Massimo Albano, si è concluso con la storica cerimonia di intronizzazione dei Cavalieri dell’Ordine dell’Amarone e del Recioto.
