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Presentato il nuovo Piano Folin

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Nuovi progetti per un centro storico motore tra memoria e futuro, turismo, cultura e impresa

FolinPiano450Fondazione Cariverona e Comune di Verona, insieme, hanno presentato ieri lo “Studio sulla valorizzazione economica e sociale di alcuni immobili situati nel centro storico di Verona”, meglio noto come Piano Folin. Si tratta di un documento molto atteso, frutto di oltre due anni di ricerca, analisi e interpretazione dei significativi patrimoni immobiliari della Fondazione, coordinato dall’architetto e urbanista Marino Folin, già rettore dello Iuav di Venezia.
 
 È un masterplan che vuole “ricentralizzare il centro storico”, come hanno sottolineato in conferenza stampa il presidente della Fondazione Alessandro Mazzucco e il sindaco scaligero Federico Sboarina, rilevando con soddisfazione un approccio strategico e di sistema, un innovativo sguardo d’insieme su Verona tra memoria e futuro, patrimoni e creatività. Questa visione ampia di sviluppo, che ora inizia dal cuore della città, non potrà che estendersi all’intera forma urbana in un progetto unitario sull’intera “città che cambia”.
 
 In seguito a considerazioni sui cambiamenti sociali ed economici in atto, seguendo trend globali e valori specifici della città, e a riflessioni sulla struttura urbana di Verona, la sua orografia, storia e identità contemporanea, lo Studio prende in esame il centro storico e si pone alcuni obiettivi ispiratori di azioni precise: dall’insediamento di nuove attività produttive al potenziamento dell’offerta turistica, dall’ampliamento di servizi culturali, anche sviluppando le reti esistenti, alla connessione di diverse polarità urbane e nuovi legami funzionali tra il centro di Verona e il suo contesto.
 
 Nel concreto, il Piano ha preso le mosse da analisi di medio periodo multisettore, che hanno contemplato tanto i flussi turistici (forti anche di esperienze contigue, ad esempio l’overtourism lagunare) quanto la qualità della vita nel centro storico, attuale e potenziale, con attenzione a crescite sostenibili su piani ambientali e sociali.
 
 Il risultato, come illustrato in conferenza stampa dallo stesso architetto Marino Folin, è un piano di interventi che si possono riassumere in quattro grandi capitoli, corrispondenti a poli articolati o edifici singoli:
 
 1. City Hub, nei palazzi ex Unicredit in via Garibaldi 1 e 2 e Palazzo Franco – Cattarinetti, in via Rosa;
 2. Lab Urbs a Palazzo del Capitanio e Castel San Pietro;
 3. Palazzo Forti;
 4. Monte di Pietà.
 
 Il City Hub di via Garibaldi, composto di Centro Congressi e spazio enogastronomico, mira prima di tutto a qualificare la città come grande polo congressuale, facendo rete con la Gran Guardia e la Fiera, e colmando lacune importanti per una meta turistica e fieristica del calibro di Verona.
 
 Lab Urbs, in correlazione col precedente Hub, sarà luogo di cultura aperto, per visitatori e cittadini, con esposizioni permanenti e temporanee sulla storia, il presente e il futuro di Verona; un museo laboratorio della città fatto di ricerca e studio collocato a Palazzo del Capitanio e a Castel San Pietro.
 
 Palazzo Forti può senza dubbio riqualificare la sua offerta come spazio di alta formazione culturale; mentre il Monte di Pietà può diventare luogo di ricerca e innovazione aperto alle imprese creative.
 
 Un centro vitale, dunque, aperto al mondo contemporaneo e alle sue complesse ricchezze: dal turismo alla cultura alle imprese, nodi di una rete che può diffondere fermenti di crescita favorendo dinamiche di collaborazione tra diversi soggetti, primariamente economici.
 
 Un progetto di così ampia portata è un unicum di visione nelle città italiane, tanto in dimensioni che in qualità, coinvolgendo immobili di pregio che sono sì luoghi simbolo della città ma ora vanno abitati e riempiti di contenuti; al tempo stesso, è un progetto che si basa su considerazioni attente a sostenibilità economica.
 
 Come ribadito da sindaco e presidente, una volta condiviso il Piano si lavorerà in stretta sinergia a perseguirne la realizzazione e implementazione. Questi i suoi asset: lo sviluppo dell’industria dell’ospitalità nel centro di Verona; una nuova idea di cultura che sia anche leva di sviluppo e co-creazione tra pubblico e privato; imprese innovative nel centro storico, quindi nuovo lavoro e produzione; modelli di offerta residenziale più redditizia.
 
 Non un libro dei sogni, ma prospettive ragionate che stanno insieme e compongono una prospettiva unitaria di fattibilità.

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