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Variante 29: la Verona dei prossimi venti anni

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Un grande mosaico, in cui inserire i vari tasselli necessari per la crescita e lo sviluppo della Verona del futuro, partendo da precise scelte politiche.

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E’ la variante 29, il nuovo provvedimento urbanistico dell’Amministrazione, che scriverà la nuova visione della città pubblica, a partire dalla rigenerazione urbana, attraverso lo strumento del partenariato tra pubblico e privato. Ma ci sarà anche un’attenzione particolare a mura e forti, mobilità e sistema urbanistico e alla tutela dell’ambiente.

 Un provvedimento che porta a compimento il lavoro appena concluso con la revisione alla variante 23. Rispetto alla versione originaria, la variante 23 rivista dall’Amministrazione Sboarina si caratterizza per una maggiore tutela della città pubblica, a cominciare dall’ex Arsenale, della collina e della aree a forestazione, oltre che per la diminuzione delle dimensioni commerciali e residenziali a favore di quella turistico-ricettiva.

 Ad illustrare gli obiettivi della nuova variante, che sono stati approvati nell’ultima giunta, è stato ieri il Sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala e ai consiglieri di maggioranza.

 “Questa è la ‘nostra’ variante urbanistica, con la nostra idea di città. Conterrà le linee di sviluppo per Verona dei prossimi 20 anni – spiega Sboarina -. Si parte da una prospettiva completamente ribaltata rispetto al passato, in cui è la politica ad indirizzare il futuro e a ricomporre la frammentazione della città attraverso una visione complessiva e condivisa.
 Un mosaico che sarà composto da quegli elementi che riteniamo fondamentali e qualificanti per il territorio e per i suoi abitanti. Primi tra tutti, la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente, valori assoluti che contraddistinguono la mia Amministrazione e che, nel 2018, è impensabile possano diventare appannaggio di una corrente politica piuttosto che di un’altra”.

 Più nel dettaglio l’assessore Segala, anche sul metodo di lavoro. “Siamo solo all’inizio di un percorso complesso. E’ già partito il tavolo di lavoro dell’Urbanistica, che sarà sicuramente affiancato da professionisti esterni, ma abbiamo bisogno del contributo di tutti, consiglieri comunali, realtà economiche e portatori di interesse della città per definire insieme cosa vogliamo per Verona. Dobbiamo ascoltare anche i privati, per valutare insieme progetti e relativi benefici per il territorio”.

Questi i principali temi che saranno oggetto della variante urbanistica:
 Mura magistrali e cintura dei Forti, la cui fruizione va ripensata secondo moderni concetti di parchi e ricercando partenariati pubblici o privati.
 Sistema ecologico, da valorizzare con la creazione di corridoi naturali negli ambiti delle Mura magistrali, del fiume Adige nord e sud, delle coline veronesi e dell’ambito equestre.
 Città pubblica, con interventi nelle zone più carenti di luoghi e servizi urbani, per una migliore qualità di vita dei cittadini.
 Consumo del suolo e rigenerazione urbana. Limitare le nuove costruzioni a vantaggio del recupero delle esistenti. A Verona ci sono circa 3 milioni 700 mila mq di aree degradate e in disuso da riconvertire e riqualificare. Già avviato il dialogo con la Regione per gli incentivi a favore degli interventi di recupero e riqualificazione.
 Mobilità. Dal PUMS al PEBA, per la creazione di infrastrutture e servizi che accrescono la qualità della vita urbana, con una città accessibile e una mobilità attiva e sostenibile.
 Sistema turistico e ricettivo. In considerazione dell’importanza che Verona sta rivestendo dal punto di vista dei flussi turistici, vanno ripensate le scelte pianificatorie relative a questo settore. Già previsto nella variante 23 un aumento di dimensionamento turistico del 30 per cento.

Sintesi modifiche variante 23:
 Dimensionamento: 41.577 mq residenziale (-35,57 %), 47.522 mq commerciale (-19,35%), direzionale 73.568 mq (+14,29 %), turistico 72.850 (+ 29,97 %).
 Ex Tiberghien e Ex Manifattura Tabacchi: attivati gruppi di lavoro per approfondire le proposte di riqualificazione e riconversione.

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