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Parco Lessinia: controlli antibracconaggio

Nei guai tre cacciatori di Sant'Anna di Alfaedo.

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Nei giorni scorsi i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Bosco Chiesanuova, durante un controllo antibracconaggio congiunto con i colleghi della Stazione di Tregnago e con i Guardiaparco, hanno sorpreso tre cacciatori che, impegnati in una battuta al cinghiale organizzata con altri cacciatori in località Spionca, se ne erano allontanati addentrandosi all’interno del Parco Naturale della Lessinia. Intercettati dai militari in servizio, i tre cacciatori, L.I. di anni 68, L.M. di anni 31 e B.A. di anni 61, tutti residenti in S. Anna d’Alfaedo, sono stati denunciati all’A.G. per introduzione di armi da fuoco nel Parco Naturale Regionale della Lessinia, ai sensi degli articoli 11 e 30 della L. 394/1991 “Legge quadro sulle aree protette”, violazione che comporta l'arresto fino a sei mesi o l'ammenda da 103 a 12.911 euro e per esercizio di caccia all’interno dell’area protetta, ai sensi dell’articolo 30 L. 157/1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, disposizione che comporta l'arresto fino a sei mesi e l'ammenda da 465 a 1.549 euro.

Il sequestro delle armi ha successivamente permesso di accertare come il fucile da caccia di uno dei controllati, L.I., fosse stato artigianalmente modificato sì da permetterne l’aumento della capacità offensiva. In sede di perquisizione domiciliare nell’abitazione di quest’ultimo, è stato rinvenuto un ulteriore fucile da caccia analogamente modificato, motivo per il quale i militari hanno denunciato il cacciatore anche per il reato di alterazione d’arma, previsto dall’articolo 3 della legge 110 del 1975 “Norme sul controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi reclusione”, che prevede la pena della reclusione da uno a tre anni e la multa da 155 a 1.032 euro.

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