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Il mercato immobiliare conferma il trend positivo: i prezzi delle case continuano a essere negativi, ma Verona in controtendenza segna un +0,5%

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La ripresa del mercato immobiliare viene confermata dai dati del primo semestre di quest’anno, grazie a una vivace vitalità delle compravendite che fa ben sperare per il 2018. Nonostante i prezzi delle case siano ancora decisamente inferiori a quelli toccati nell’ormai lontano 2008, anno di inizio della crisi economica, stanno smettendo di scendere e si può cominciare a sperare in una più che auspicata risalita.
  
 Le percentuali odierne mostrano una flessione negativa a livello nazionale, dello 0,4% rispetto all’anno scorso; nonostante tutto,questa è la conferma di un trend in costante crescita e la speranza è quella di poter raggiungere un indice positivo, almeno secondo le previsioni degli esperti, nel corso del prossimo anno. A dire il vero alcune città hanno già varcato il confine e superato la soglia dello zero, seppur di poco, e Verona è tra queste, con un + 0,5%. Le altre città che possono vantare un incremento sono Bologna (+1,1%), Milano (+1,00%) e Napoli (+0,7%).
  
 Anche la domanda degli immobili è in aumento, con un 2017 che dovrebbe chiudersi con 550/570 mila transazioni, a fronte del record positivo del 2008, 845.000 contratti,  e quello negativo di 409.000 trattative portate a termine del 2013. Al maggior numero di richieste si contrappone un trend apparentemente contrario ma sintomatico, invece, di un mercato che sta riacquistando indici di credibilità, ovvero un’offerta che comincia ad arrestarsi e a diventare sempre più selezionata. Gli italiani tornano a investire nel mattone, dunque, da sempre considerato il bene rifugio principale del nostro paese, e quei segnali, che a inizio anno avevano fatto ben sperare, si confermano con i dati relativi all’ultimo trimestre.
  
 Il trilocale sembra essere la tipologia di appartamento più gettonata, con un egregio + 40,1% rispetto al 2015; tiene bene anche il quadrilocale, con il 24,7% di richieste in più. Cresce anche la disponibilità economica dei compratori della fascia più bassa, che si spinge fino a un tetto massimo di 119.000 euro, anche grazie al mercato dei mutui particolarmente favorevole, sia per i tassi molto bassi, sia per le notevoli facilitazioni che sono state studiate negli ultimi anni, il Mutuo Giovani ne è un esempio.
  
 Ottime notizie, dunque, che sembrano supportare gli ottimismi degli analisti, che prevedono per il 2018 un’impennata dei prezzi, che potrebbe sfiorare anche il 2% e circa 630 mila compravendite portate a termine. Ovviamente perché ciò possa essere confermato, appare di fondamentale importanza il comportamento degli istituti di credito, i quali fino a oggi hanno garantito un’accessibilità al credito estremamente vantaggiosa, contribuendo a far ripartire il mercato immobiliare italiano.
 

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