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Expo 2017: il Veneto in vetrina ad Astana

Sono le imprese venete dell’energia e le ricerche messe a punto sul ‘campo’ e nei laboratori universitari le protagoniste delle giornate venete all’Expo di Astana, nella ‘piazza’ virtuale di Palazzo Italia.

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Alcune delle realtà imprenditoriali leader nel settore energetico hanno presentato agli espositori e operatori dei paesi presenti nella capitale del kazakistan i loro prodotti d’avanguardia: geoaccumulatori per la diffusione termica, batterie domestiche integrate per l’accumulo di energia prodotte da fonti rinnovabili, impianti per la diffusione dell’energia elettrica e sistemi per il riscaldamento con recupero di calore e riutilizzo di energia.

 Nello spazio veneto a Palazzo Italia la parola chiave sarà ‘sviluppo sostenible’, declinata in esperienze e progetti. L’esperienza sul ‘campo’ è quella del biodistretto del Prosecco, tra Conegliano e Valdobbiadene, dove tutti i produttori della Docg hanno scelto di privilegiare l’energia rinnovabile, dal fotovoltaico all’energia prodotta dalle biomasse da potatura ai biocarburanti, all’utilizzo di materiali riciclati nei vigneti, per gestire l’area dei pregiati vitigni in modo sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente.

 Sul fronte ricerca e innovazione ad aprire una ‘finestra sul futuro’ sarà il centro Levi Cases dell’Università di Padova, centro interdipartimentale di ricerca su economia e tecnica dell’energia costituito da 240 docenti e 35 gruppi di studio, ai quali fanno capo progetti di ricerca applicata di imprese pubbliche e private. Ad Astana i ricercatori del centro padovano presentano lo stato della ricerca sulle migliori tecnologie in essere e gli studi in corso per accumulare e diffondere le energie prodotte a fonti rinnovabili. Quello dell’accumulo delle energie rinnovabili è infatti una delle maggiori sfide del futuro per rendere competitivo l’utilizzo di fonti non inquinanti per l’industria, la logistica e i trasporti e, in particolare, la mobilità elettrica.

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