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Verona, via libera all'accordo di programma per edilizia sovvenzionata per le Forze dell'ordine
23 novembre 2007

VERONA. La giunta comunale di Verona, su proposta dell’assessore all’urbanistica Vito Giacino, ha dato il via alle procedure per la stipula di un accordo di programma relativo alla realizzazione di alloggi di edilizia sovvenzionata e agevolata da destinare prioritariamente alle Forze dell’Ordine, nell’ambito del programma straordinario, finanziato dallo Stato, proposto dalle imprese associate Valdadige-Sarmar. L’accordo di programma, che dovrà essere votato dal Consiglio comunale entro il 31 dicembre, prevede la realizzazione di palazzine a cinque piani, per una cubatura totale di 85mila metri cubi, su aree di proprietà comunale a San Michele, Poiano, Cadidavid e Santa Croce.

Saranno realizzati 32 alloggi di edilizia sovvenzionata, da cedersi successivamente ad Ater e, in parte, ad Agec, e di altri 25 alloggi in edilizia agevolata, da destinarsi tutti ad appartenenti alle Forze dell’Ordine. La restante parte di cubatura a disposizione, pari a circa 150 alloggi, verrà messa in vendita dalle imprese costruttrici sul libero mercato ai prezzi dell’edilizia convenzionata previsti per i Peep.

Per la cessione dei terreni, il Comune incasserà dalle imprese la somma di 5.655.000 euro.

«Si tratta adesso di avviare le procedure per l’accordo di programma con la Regione –dice Giacino- ma siamo convinti che questa soluzione sia la migliore possibile per non lasciarsi sfuggire i finanziamenti statali e usufruire della possibilità di avere sul mercato nuovi alloggi a prezzi calmierati». «Valdadige Sarmar aveva proposto alla precedente amministrazione un intervento più consistente, di 250mila metri cubi, concentrati tutti nell’area della Spianà prima e suddivisi in un secondo tempo fra la Spianà e San Michele», prosegue l’assessore, «un progetto che aveva sollevato le legittime proteste dei cittadini residenti in quelle zone». Al contrario, prosegue l'assessore, «con questa nuova proposta l’impatto sociale dell’intervento viene ridimensionato e distribuito su tutto il territorio comunale, garantendo una migliore integrazione architettonica e ambientale degli alloggi che verranno realizzati».


Nominato il nuovo CdA di Agsm
23 novembre 2007

Gian Paolo Sardos Albertini è il nuovo presidente del consiglio di amministrazione dell'Agsm. Lo ha nominato ieri il sindaco di Verona, Flavio Tosi, nel firmare il decreto che rinnova l'intero CdA.
I neo consiglieri sono Anna Leso, Fabio Gamba, Bruno Cappon e, in rappresentanza della minoranza, Marco Burato.

Il una nota, il Comune di Verona spiega che i nuovi obiettivi dell'Agsm saranno "la ricerca di un partner privato nell’ottica di un’aggregazione dell’azienda veronese alla futura multiutility del Nord Est; potenziare l’integrazione con Amia per ottenere un ciclo integrato dei rifiuti e dell’energia e rafforzare il rapporto tra azienda e utenti con un servizio in grado di dare risposte immediate alle richieste dei cittadini". Inoltre, Tosi e Sardos Albertini sulla questione di Ca' del Bue hanno concordato sulla «necessità di trovare al più presto una soluzione definitiva perché il termovalorizzatore diventi finalmente una risorsa per il Comune».


Sei intossicati per scoppio in condominio
23 novembre 2007

VERONA. Sei persone sono rimaste intossicate, ieri mattina in una palazzina Agec di Verona, a seguito di uno scoppio causato, probabilmente, da una fuga di gas proveniente dalla cucina.

L'appartamento del condominio di via Villa Gloria in cui è avvenuto il fatto è stato devastato dalle fiamme ma l'anziana che l'abitava è rimasta praticamente illesa. I residenti degli altri alloggi, tutti anziani, sono stati evacuati ed alcuni di loro, visto soprattutto l'età, sono stati trasferiti in ospedale per verificare le loro condizioni.

I vigili del fuoco sono stati impegnati ad evacuare il condominio e spegnere le fiamme. Successivamente hanno dato il via agli accertamenti per risalire alle cause dell'incendio e hanno dichiarato inagibile l'alloggio del piano superiore.


GRANDI EVENTI. Inaugurata la diciassettesima edizione di Job & Orienta. Tra gli ospiti, oltre al ministro, anche il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale
«C’è un’emergenza educativa, bisogna ripartire dalla famiglia»

23 novembre 2007
(larena.it)

Si è aperta con un partecipato dibattito sulle grandi sfide dell’educazione la diciassettesima edizione di Job & Orienta, la rassegna che da ieri e fino a sabato vede protagonisti in fiera i due mondi dell’istruzione e del lavoro. Non solo 400 realtà del settore presenti per interagire con giovani e adulti, dunque, ma anche un luogo eccellente per favorire il confronto sul tema.

A impreziosire il dibattito inaugurale dal titolo «Nuovi scenari dell’istruzione: persona, famiglia, scuola», davanti a tanti giovani e alle autorità cittadine, l’intervento del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni che, accolto inizialmente da qualche fischio, ha strappato, al termine di una lunga e dettagliata relazione, i consensi della quasi totalità delle persone presenti in sala. È stato Luigi Castelletti, presidente di VeronaFiere, a introdurre gli scenari toccati dal dibattito. «La famiglia», ha affermato, «è il soggetto primo nell’ambito dell’orientamento scolastico, ma anche un elemento debole di fronte a un sistema di offerte in continuo cambiamento. L’innovazione è certamente fondamentale, pur nella necessità di mantenere ancoraggi saldi sul piano dei valori. Quanto alla mobilità, va intesa non solo come spostamento fisico, ma piuttosto come apertura a nuove esperienze e disponibilità a mettersi in gioco».

Di seguito gli interventi degli altri soggetti protagonisti del mondo della scuola: da Carmela Palumbo, direttore generale dell’Ufficio Scolatico Regionale per il Veneto, che ha sottolineato «la necessità di un collegamento tra le diverse discipline scientifiche e umanistiche, che devono godere di pari dignità per la formazione del sapere», a Carlo De Paoli, vicepresidente di Confindustria Verona, all’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, che ha ricordato l’eccellenza del Veneto in tema di dispersione scolastica e interazione tra istruzione e formazione professionale.
Da parte sua, il sindaco Flavio Tosi ha esordito tra gli applausi con una battuta: «Da studente magari anch’io avrei detto: vado a Job per fare berna. Ma Job è un’opportunità importante e interessante per il vostro futuro, non usatela per fare berna». E ha aggiunto: «Ve lo dico da sindaco, fare la scelta giusta per la professione è fondamentale».
Ma un quadro particolarmente esaustivo dello «stato dell’arte» lo ha fornito il ministro Fioroni che ha partecipato dal vivo dopo anni di videoconferenze della Moratti.

EMERGENZA EDUCATIVA. «È sbagliato pensare che l’emergenza educativa, che si esplicita nella difficoltà di formare le nuove generazioni, riguardi solo i ragazzi», ha esordito. «Inutile, in questo senso, fare della scuola un capro espiatorio, quando coinvolti sono in primis le famiglie, le altre "centrali educative" e il Paese tutto».
La titolarità dell’educazione, ha ribadito il ministro, compete infatti soprattutto ai genitori. «Sta a loro, invece di comportarsi da sindacalisti dei figli, cominciare a dire alcuni "no" e rappresentare per i giovani degli esempi da imitare. La scuola poi, deve certamente remare nella stessa direzione». E l’assunzione di responsabilità e la ri-educazione degli adulti, prima ancora che dei ragazzi, passa attraverso un nuovo strumento, condiviso dallo stesso capo dello Stato: il patto di corresponsabilità con la famiglia, che prevede che i genitori diventino corresponsabili non solo dei meriti ma anche, economicamente, degli eventuali danni fisici dei figli agli edifici scolastici. «Mi auguro», ha concluso il ministro, «che i consigli di istituto vogliano attuarlo».

QUALITÀ. «Non credo di aver fatto una riforma», ha proseguito Fioroni, «perché non occorrono cambiamenti radicali. Ma ho cercato di lavorare sulla qualità, ripartendo da quanto già esisteva, ovvero incentivando la didattica in classe sulle materie di base, più che trasformando la scuola in un progettificio».
Come dire che è fondamentale, sì, l’inglese, ma più ancora il corretto uso della lingua italiana e la conoscenza, magari, della matematica, dato che l’Italia è fanalino di coda in Europa per la diffusione delle competenze scientifiche.

DEBITI. Tema caldo quello dei debiti formativi e del ripristino degli esami di riparazione, che ha infiammato le aule e i cortei studenteschi del mese scorso. «Non possiamo accettare una scuola che diploma milioni di studenti con carenze gravi o gravissime in una o più materie», ha spiegato il titolare dell’Istruzione. «Perché questa è una società che non fa sconti e il debito non recuperato ieri andrà per forza recuperato domani, magari in sede lavorativa. Questo sistema produce solamente nuovi poveri: persone povere di competenze e di saperi, che faranno ancora più fatica a trovare un lavoro perché le aziende, invece, cercheranno sempre giovani competenti».

MERITO. Ma la chiave del successo della nuova scuola targata Fioroni è il ritorno al sistema del merito e dell’eccellenza. «È giusto che ognuno realizzi se stesso non i base a ciò che ha, ma in base a ciò che è», ha affermato. «In questo senso va letta la modifica dell’esame di maturità», che prevede il ritorno a esami di ammissione alle facoltà universitarie basati sui programmi scolastici e nei quali 25 punti vengano attribuiti sulla base del voto di diploma e del curriculum scolastico.

ISTRUZIONE TECNICA. Infine, Fioroni ha accennato ai provvedimenti futuri, come il riordino, di qui a giugno, degli istituti tecnici e professionali di Stato: «Chiuderli in favore dei licei è stato un errore», ha concluso. «Sono quelle fucine ad avere permesso lo sviluppo economico del Paese, in passato. Ora, però, ridurremo le ore di lezione e il numero di indirizzi e sperimentazioni».


Il Bardolino si qualifica per le semifinali della Champions Leage femminile
23 novembre 2007

VERONA. L’assessore alla Sport di Verona Federico Sboarina ha ricevuto in municipio la squadra di calcio femminile dell'Aqua Centro Pose Bardolino, al ritorno in città dopo la vittoria di mercoledì a Copenaghen, per 4 a 2 ai calci di rigore, contro la squadra danese del Brondby.

Il risultato positivo di ieri apre le porte all’Aqua Centro Pose Bardolino alla semifinale di Champions League.

«Una grande soddisfazione per lo sport veronese e per l’intera città che ha dimostrato la vicinanza alla squadra partecipando in cinquemila persone alla partita disputata allo Stadio Bentegodi lo scorso 14 novembre» ha commentato Sboarina «un’affluenza che speriamo possa essere ancora maggiore in occasione della semifinale».


Si finge infermiera per rapinare i malati
23 novembre 2007

Si fingeva infermiera o paziente per entrare negli ospedali veronesi e rubare denaro ed oggetti dei malati mentre questi erano assenti. La donna è stata arrestata dai carabinieri grazie ad un filmato che la riprendeva ad un bancomat di un nosocomio.

Il bottino dei furti vari ammonterebbe ad almeno 10mila euro.


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