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"Bonus bebé solo agli italiani", lite in Comune
20 ottobre 2007

VERONA. E' iniziata ieri, con un rinvio alla prossima settimana, la votazione sui 61 emendamenti presentati dai consiglieri comunali di Verona sulle linee programmatiche 2007/2012 dell'amministrazione Tosi.

Ieri sono stati votati e respinti 18 emendamenti prima della sospensione della seduta, mentre il sindaco ne ha accolti venti presentati dai consiglieri di opposizione (16 della consigliera Padovani) ed altri nove, sempre dell'opposizione, erano stati accolti nei giorni precedenti l'avvio del dibattito.

La seduta si è animata sulla questione dei bonus bebé. Tra i diciotto emendamenti bocciati, infatti, ve n'era uno del centrosinistra in cui si proponeva di estendere il bonus a tutti i bambini nati a Verona, anche se figli di immigrati. Secondo le linee programmatiche, al contrario, il contributo sarà affidato soltanto ai genitori italiani.

Una questione che, secondo l'ex sindaco Zanotto, va «contro lo statuto comunale, in cui si dice che il Comune deve sostenere tutte le persone, senza distinzioni di razza, cultura o religione». La vera discriminazione, ha detto Tosi nella sua replica, sono state «le pesanti discriminazioni nell’assegnare i contributi per rette degli asili nido e per le bollette, o per la graduatoria delle case Agec, verso i cittadini italiani rispetto agli immigrati» decise dalla scorsa amministrazione.


Ubriaco percorre la pista ciclabile in automobile
20 ottobre 2007

VERONA. Un anziano 60enne residente Verona, di nazionalità americana, è stato fermato ieri pomeriggio dalla Polizia municipale di Verona perché stava percorrendo la pista ciclabile di via Todeschini in automobile. All'uomo è stato misurato una volta il tasso alcolico, risultato essere circa cinque volte superiore ai limiti di legge. Il secondo tentativo di misurazione, per convalidare il primo risultato, non è stato eseguito poiché il 60enne non ne era in grado.

Sempre per guida in stato di ebbrezza è stato fermato anche un 29enne veronese in corso Milano ed un rumeno di 39 anni che ha tamponato un'automobile all'uscita dal sottopasso di Porta Palio. L'uomo è stato soccorso da un'ambulanza poiché dopo l'incidente è uscito dalla vettura e si è accasciato a terra.


Anziani di Avesa ancora in protesta
20 ottobre 2007

VERONA. Continua da cinque giorni la protesta degli anziani di Avesa, a Verona, contro la costruzione di una nuova casa per anziani nella "loro" area verde. Nonostante il malore avuto da una manifestante per via dello sciopero della fame - la donna, ultra settantenne, è stata ricoverata in ospedale dopo essere svenuta -, gli anziani sembrano essere decisi a non abbandonare i loro intenti fino a che non giungerà la notizia che la nuova struttura sarà realizzata altrove.

La giornata di ieri ha visto transitare a Parona, oltre a carabinieri e forze dell'ordine, anche vari politici della circoscrizione, del Comune di Verona e persino della Regione.


Blitz alle ex cartiere, 4 arresti e 30 identificazioni
20 ottobre 2007

VERONA. E' di quattro persone arrestate e trenta identificate il bilancio del blitz operato ieri mattina dalla polizia di Verona alle ex Cartiere contro lo spaccio di droga.

I quattro arrestati sono tutti cittadino marocchini tra i 20 ed i 30 anni, i trenta identificati sono invece tossicodipendenti trovati all'interno delle mura dell'ex stabilimento.

Le indagini che hanno portato al blitz di ieri avevano preso il via alcuni mesi fa da un uomo che si recava spesso in farmacia per acquistare siringhe e soluzioni fisiologiche in grande quantità. Queste, come è poi stato accertato, venivano rivendute ai tossicodipendenti a costo maggiorato. Un vero e proprio lavoro, come l'uomo ha poi confermato agli agenti.

Ieri mattina tutto intorno alle mura delle ex Cartiere c'erano una cinquantina di poliziotti, assistiti da un elicottero giunto da Venezia, dal gruppo cinofili di Padova allo scopo di individuare eventualmente della droga e dai vigili del fuoco. Al loro arrivo si è assistito ad un vero e proprio fuggi fuggi generale, con un marocchino che ha tentato invano di fuggire attraverso il centro sportivo adiacente. Non è stata sequestrato alcun quantitativo di droga ma gli agenti hanno trovato, oltre a siringhe e fialette, un binocolo utilizzato per tenere sotto controllo l'area ed una sedia utilizzata a turno da chi si deve "bucare".


POIANO. Residenti favorevoli alla galleria per eliminare le code, però preoccupa l’impatto ambientale
«Il traffico ci assedia»
«Colline in pericolo»

20 ottobre 2007
(larena.it)

Traforo sì o traforo no? Nella frazione di Poiano l’opera in apparenza presenta solo vantaggi, poiché l’imbocco nel tunnel che dovrebbe sfociare sotto Avesa e Quinzano secondo il progetto di massima esposto dall’amministrazione comunale, avviene fuori dal centro abitato, dove ora arriva la tangenziale est. Ma le perplessità non mancano neanche qui e sono in tanti a non conoscere nei dettagli l’opera messa in cantiere dalla giunta comunale. Chi si pronuncia a favore lo fa perché «esasperato» dal traffico. «Lo aspettiamo da vent’anni», dice più d’uno. I contrari si dicono preoccupati per l’impatto «devastante» dell’opera sull’ambiente e il paesaggio. «Qualcuno si è preso la briga di fare uno studio serio sull’inquinamento atmosferico e da rumore?», esclama un agronomo davanti alla tabaccheria.

Ai tavolini del bar «Poiano 28 caffè» ieri si discuteva animatamente davanti alle pagine che l’Arena dedicava all’argomento. Il primo a intervenire è Roberto Anesi, bancario in pensione. «Il tunnel va fatto, e in fretta», esclama, «altrimenti andrà a finire che le aziende del marmo della Valpantena si trasferiranno tutte verso Affi, per usufruire di una viabilità più favorevole poiché adesso un camionista ci mette come minimo un’ora ad attraversare la città». Gli fa eco Alfredo Minicucci, anche lui pensionato: «Quando trovano la colonna, non è raro che camion e macchine passino da qui». Ad un tavolo qualcuno se la prende con «quelli di Avesa», la frazione che è insorta contro la galleria. «Vengano qui alle sette della mattina a vedere il traffico che c’è, e poi parlino». Leopoldo Murro fino a poco tempo fa gestiva il ristorante La Poiana. «Qualcosa bisogna pur fare», interviene, «perché ogni sera, dalle 18.30 alle 19.30, c’è coda fino in via Fincato, a Borgo Venezia. Per far prima passo sulle Torricelle, ma ormai c’è traffico anche lì. Ad ogni modo», taglia corto, «qui a Poiano di contrari al traforo non ne troverete».

E invece, dall’altra parte della strada, nel panificio che funge anche da edicola e da merceria, incontriamo Stella Pizzini, casalinga, che non ne vuole sentir parlare. «Sono contrarissima», obietta, «perché un’opera del genere è distruttiva per il delicato ecosistema della zona, basti pensare alle risorgive che sicuramente si trovano nel sottosuolo». La titolare del negozio, Giovanna Todeschi, invece, non nasconde l’entusiasmo: «Ottima idea, così potremo arrivare all’ospedale di Borgo Trento prima di morire per strada, in colonna». Per Alberto Fasoli, rappresentante di prodotti alimentari di Cadidavid, il problema è generale. «Solo per andare da casa mia alla tangenziale», fa sapere, «ci metto 20 minuti, quindi non posso che essere favorevole alle soluzioni che rendono più fluida la viabilità».

Alessandra Andreis, commessa di farmacia, è perplessa. «Il problema maggiore non sono le Torricelle ma attraversare via Mameli, a Borgo Trento. Se, una volta usciti dalla galleria il problema rimane, il tunnel da qui ad Avesa non serve a niente. Invece del traforo, quindi, si potrebbe pensare a un cavalcavia o a qualcosa del genere...». Di parere opposto il farmacista, Sandro Bellamoli: «Giusto chiudere il cerchio attorno alla città».

E i problemi per l’ambiente? «Non credo che ce ne siano». A tale proposito, Stefano Pozzerle, della ferramenta di via Poiano, dice che «bisogna scegliere il male minore». E spiega: «A creare inquinamento è il traffico, Lungo la strada delle Torricelle le piante sono mezze morte, per cui il traforo scongiurerà la distruzione del polmone verde della città». E il previsto pagamento del pedaggio di un euro? «Adesso spendo più di benzina, ma siamo in Italia e bisognerà vedere se poi la tariffa resterà invariata. Comunque mi fido di quello che dice il Comune».

Di «schiaffo ai cittadini» parla invece Stefano Zenti, agronomo. «Sono contro non per partito preso ma perché fatto così non va bene. Mi spiego: invece di essere a servizio dei cittadini che devono spostarsi da un quartiere all’altro questa idea di traforo, che in realtà è un’autostrada cittadina, favorisce solo i camion dei marmisti che devono attraversare velocemente la città». Per Zenti si tratta di «una scelta poco meditata e di grave impatto». «È assurdo», esclama, «che una strada ad uso industriale passi in città. Ma prima di concepire un’opera del genere si sono valutati gli effetti ambientali, sociali, sul territorio, l’inquinamento da rumore? Per non parlare della svalutazione di molti terreni».


Sommacampagna mette in allerta su finti tecnici dell'acqua
20 ottobre 2007

SOMMACAMPAGNA. "Nessun operatore o tecnico di alcuna ditta operante nel settore della depurazione delle acque è stato autorizzato dal Comune a passare per le abitazioni del territorio proponendo analisi gratuite dell'acqua e quindi proponendo l'acquisto di macchinari per la depurazione della stessa". Lo precisa il Comune di Sommacampagna in una nota diffusa ieri dopo diverse segnalazioni da parte dei cittadini che si sono visti arrivare a casa sconosciuti che, spacciandosi per tecnici autorizzati, invitavano appunto i cittadini ad acquistare macchinari per la depurazione dell'acqua.

L'amministrazione comunale invita dunque i cittadini alla prudenza e, in caso di dubbi, a telefonare al Comune o alle forze dell'ordine.


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