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Al via i lavori di riqualificazione dell'ex hotel Lux
19 novembre 2007

VERONA. «Era da 22 anni che andava avanti la questione del Lux; la passata amministrazione è stata cinque anni a perdere tempo su questo problema senza muovere un dito, noi in pochi mesi l’abbiamo risolto». Questo il commento del sindaco di Verona Flavio Tosi, che oggi era presente all’inizio dei lavori di demolizione dell’ex Hotel in via Dalla Bona.

Teatro nei primi giorni dello scorso luglio di un omicidio maturato nel mondo della droga, l’area dell’ex Lux è stata oggetto di una delibera approvata in tempi rapidissimi dalla Giunta e dal Consiglio comunale: «la proprietà dell’ex Hotel Lux ha presentato il primo progetto di recupero nel lontano 1994 – ricorda il Sindaco – ma tutte le proposte e i progetti presentanti alla precedente amministrazione sono stati bocciati, talvolta in modo illegittimo, come dimostrato dai ricorsi al Tar vinti dalla proprietà. Il progetto che oggi inizia il proprio iter –aggiunge il Sindaco – è lo stesso che approvò la Giunta Zanotto e che fu bocciato dal Consiglio comunale».

«Questo provvedimento pone fine in brevissimo tempo ad una piaga sociale che portava degrado e insicurezza – afferma il sindaco – e pone le basi per una riqualificazione non solo dell’area ma di tutto il quartiere».

Al posto del Lux sorgerà un albergo su cinque piani, con 56 stanze e due piani interrati con 56 posti auto: il progetto prevede anche la sistemazione di un’area esterna sul canale Camuzzoni, di proprietà comunale, di 3.200 metri quadrati, con la realizzazione di un parcheggio a servizio del quartiere, di una grande piazza con fontana, di un parco pubblico con pista ciclabile e passeggiata pedonale.


Tremila "no" per il tunnel delle Torricelle
19 novembre 2007

VERONA. L'adesione, bipartisan, è stata superiore alle attese. Sono stati infatti tremila i veronesi che hanno partecipato, ieri tutto attorno alla pista ciclabile di Avesa, alla manifestazione di protesta contro la realizzazione del tunnel delle Torricelle progettato dalla giunta Tosi.

Oltre alla formazione del "grande anello" attorno al percorso ciclabile, i presenti hanno partecipato ad una raccolta di firme da inviare al sindaco Tosi per ribadire il proprio "no" al progetto. «Con il traforo arriviamo prima in ospedale. Più allergie, più asma, tumori e infarti», è uno degli slogan scanditi ieri.


Spari in vicolo Pietrone, 66enne in fin di vita
19 novembre 2007

VERONA. E' caccia all'uomo dopo che sabato mattina, si presume intorno alle 9, qualcuno ha sparato un colpo di pistola al titolare dell'agenzia di pratiche auto e moto di vicolo Pietrone - a Verona - "Castelvecchio service". L'uomo, Alfredo Bettiolo, 66 anni, è stato trovato intorno alle 10 da un amico riverso a terra e già in fin di vita. Il 118 lo ha trasportato in ospedale ma le sue condizioni sono critiche. I medici, che lo hanno fatto ricoverare in rianimazione, parlano di un proiettile che lo ha raggiunto al cranio e che non può essere estratto vista la sua posizione.

Dall'agenzia nei pressi di Castelvecchio, secondo i primi accertamenti, non sarebbe stato rubato nulla. E' però facilmente intuibile che l'uomo abbia tentato di difendersi visto che nell'ufficio ci sono segni di una breve colluttazione.

La polizia scientifica continua a lavorare per trovare indizi sull'autore (o gli autori) del gesto. Un grande aiuto avrebbero potuto darlo le telecamere di sicurezza fatte istallare all'esterno dell'agenzia proprio da Bettilo, ma sabato mattina gli "occhi elettronici" erano spenti. Si indaga anche sulle minacce che l'uomo aveva ricevuto in passato.


Portavoce del popolo Karen ricevuto a palazzo Barbieri
19 novembre 2007

VERONA. Il colonnello Nerdah Mya, portavoce del popolo Karen, etnia in lotta da 58 anni contro il governo Birmano, è stato ricevuto sabato 17 novembre a palazzo Barbieri dal vicesindaco di Verona Alfredo Meocci e dai consiglieri comunali Miglioranzi e Spangaro.

Nerdah Mya, giunto in Europa su invito della Comunità solidarista Popoli, ha partecipato nei giorni scorsi ad un incontro al Parlamento di Strasburgo e ad un successivo appuntamento a Roma, al Senato, volti a richiamare l’attenzione dei paesi della Comunità europea nei confronti della situazione dei Karen, minoranza oppressa che si batte per l’autodeterminazione e la difesa della propria identità culturale.

«Il dramma dell’etnia Karen è purtroppo sconosciuto – dice Meocci - la nostra società ha perso la sensibilità e la forza interiore per comprendere fino in fondo i drammi reali vissuti da alcune popolazioni nel mondo; le informazioni passano nei nostri telegiornali insieme a decine di altre notizie, senza riuscire ad attirare l’attenzione e a farci superare l’indifferenza».


Proseguono gli appuntamenti con "Città in forma"
19 novembre 2007

VERONA. Sabato, nella sede della facoltà di Scienze motorie dell’Università di Verona, si è tenuto il convegno "Sostegno, formazione e proposte per favorire scelte di salute", promosso dall’assessorato al Decentramento del Comune di Verona e dalla facoltà di Scienze motorie dell’Università. Si tratta del secondo appuntamento del progetto "Città in forma", che fa seguito al primo incontro organizzato la scorsa settimana alla Gran Guardia con la partecipazione degli anziani che aderiscono al progetto "La salute nel movimento".

Il convegno, rivolto principalmente a tecnici e operatori sportivi, è stato introdotto dal preside di Scienze motorie Guido Fumagalli e dall’assessore al Decentramento Marco Padovani, che ha assicurato “il sostegno e la vicinanza dell’amministrazione comunale a progetti rivolti ad aumentare il benessere di anziani, bambini e disabili”.


AMBIENTE. Salvare il verde a corona della città: la battaglia iniziata dal soprintendente Gazzola e continuata dal geografo Turri finalmente ispira le regole urbanistiche
Pat, Parco Alle Torricelle

19 novembre 2007
(larena.it)

La sigla sta per piano di assetto del territorio (qualcosa di più del vecchio piano regolatore generale), ma Pat si legge anche Parco Alle Torricelle. Era ora: il parco lo invocava già nel 1958 il soprintendente ai monumenti Pietro Gazzola. Finalmente ci siamo. L’attuale amministrazione comunale, infatti, ha annunciato modifiche ai piani urbanistici dell’ex giunta Zanotto, ma non tocca il parco delle colline che pure è compreso nel Pat.
Se con il sindaco Tosi le colline potranno essere traforate, insomma, sulla carta non rischiano altre cementificazioni. Il Pat, che in una città del Nord Europa si chiamerebbe master plan, prevede infatti 3500 ettari di verde protetto da Parona a Grezzana. «Una zona che, da splendida cimasa naturale», denunciava il soprintendente Gazzola ancora nel 1962, «è divenuta, in brevissimo volgere di tempo, una cintura attillata. È anche la sola occasione, che ormai abbiamo, per assicurare alla città l’ultimo medium visibile tra la sua architettura e l’ambiente vivo da cui essa è sorta». Per scongiurare l’edificazione selvaggia delle Torricelle, Gazzola realizzò i fotomontaggi che pubblichiamo, e con quelli convinse il Comune a mettere un freno alla speculazione. Da allora gli abusi, purtroppo legalizzati, si sono ripetuti. Due ammiratori dell’indimenticabile soprintendente — Emanuele Napolitano e Tomaso Bianchini, del comitato colline veronesi — ne hanno ripreso la lezione e perfino le armi: si sono presentati in commissione edilizia, quando si discuteva il Pat, con un altro fotomontaggio impressionante. Mostrava gli effetti futuri della metastasi edilizia, se non si fosse intervenuti ora. Anche da quella provocazione è nato il parco delle colline.

Si rallegra Pia Gazzola, figlia d’arte. «Questo provvedimento di tutela corona un lavoro complesso, avviato da mio padre, per unire competenze e responsabilità allo scopo di salvare il paesaggio. Scriveva mio padre: “Il comprensorio della città è costituito anche da un settore verde, libero dalle costruzioni, la cui forma e dimensione devono essere direttamente proporzionate a quelle della zona occupata dagli edifici. L’assalto ai dossi collinari, che incoronavano il bel volto della città, ha deformato ulteriormente il profilo armonioso e ha disidratato vieppiù il centro urbano”».
La bellezza del paesaggio perduto è stata pianta da un altro grande veronese recentemente scomparso, il geografo Eugenio Turri, storico di «quel Veneto i cui abitanti più di altri possedevano il senso di appartenenza ed erano orgogliosi di essere veneti, di esibire agli altri la bellezza della loro terra, soprattutto delle aree più belle, più amene, là dove il piano si salda alla montagna, dove la prealpe distende i suoi balconi collinari».
Dice la figlia di Turri, Lucia: «Sarebbe stato incomprensibile se il provvedimento di tutela per le colline si fosse insabbiato a Venezia, come temevano gli ambientalisti. Proprio l’attuale giunta regionale, infatti, aveva chiamato mio padre a far parte di un gruppo di lavoro per studiare politiche di restauro ambientale del paesaggio veneto, tanto compromesso».
Dopo tanti pugni nell’occhio, un occhio di riguardo per il verde superstite


Si estende a Veronetta l'ordinanza anti alcol
19 novembre 2007

VERONA. Stop al consumo di alcol anche a Veronetta. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha firmato ieri l'ordinanza con cui si estende il provvedimento contro la consumazione di alcolici in determinate vie del centro storico (e l'abbandono dei contenitori) anche nella zona di Veronetta e, in particolare, in via Carducci, Interrato Acqua Morta, via San Paolo, via dell’Artigliere, via Nicola Mazza, via Cantarane, via Santa Marta, vicolo Madonnina, via XX Settembre, via San Nazaro, largo San Nazaro e via Muro Padri.

L'estensione del provvedimenti, spiega Tosi, è stata decisa visti anche i «buoni risultati» ottenuti nelle altre zone cittadine, dove si è assistito ad una «diminuzione dei fenomeni di degrado e di microcriminalità e ad un miglioramento della percezione di sicurezza nella cittadinanza».

Come per il precedente provvedimento, l’ordinanza firmata ieri prevede per i contravventori una sanzione compresa tra 25 e 500 euro e l’obbligo di rimuovere eventuali rifiuti prodotti.


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