info@veronaoggi.it         Chi siamo 
 
     
 
  

 

 

Verona, cambiano standard per rilascio dell'idoneità abitativa
10 ottobre 2007

VERONA. Gli standard abitativi per il rilascio dell’attestazione di idoneità dell’alloggio ritornano ai parametri previsti dalla legge Bossi-Fini e dalle normative regionali. Lo ha deciso la giunta comunale che, su proposta dell’assessore alla Protezione civile Marco Padovani, ha revocato la delibera della precedente amministrazione che consentiva criteri più permissivi.

«La precedente amministrazione aveva allargato le maglie per favorire i cittadini extracomunitari – dice Padovani in una nota - - ma così facendo si sono poste le basi per le situazioni di sovraffollamento e illegalità, che sono sotto gli occhi di tutti».

Questi gli standard abitativi minimi, relativi alla superficie dell’alloggio, ripristinati dalla delibera approvata oggi: 46 metri quadri per una persona; 60 per due persone; 70 per tre persone; 85 per quattro persone; 95 per cinque persone; oltre 110 per più di cinque persone.


Otto serate per assaporare i "Suoni DiVini"
10 ottobre 2007

VERONA. Dal 12 ottobre al 14 dicembre nelle otto circoscrizioni di Verona si terrà la manifestazione "Suoni DiVini. Affinità elettive tra Bacco ed Euterpe", organizzata dall'assessorato al decentramento.

«Obiettivo dell’iniziativa, che propone un connubio tra la musica e la cultura del vino – ha spiegato l'assessore Marco Padovani in una nota – è coinvolgere gli abitanti con proposte culturali che promuovano momenti di aggregazione e incontro, utili anche per ascoltare proposte e suggerimenti dei cittadini su come migliorare la qualità della vita nei quartieri» - clicca qui per vedere il calendario degli appuntamenti


Uccise scooterista, 74enne condannata a 10 mesi
10 ottobre 2007

Un'anziana 74enne di Verona ha patteggiato ieri davanti al gip Monica Sarti dieci mesi di carcere - con beneficio della sospensione della pena - per aver investito ed ucciso uno scooterista di 31 anni, sposato e con due figli.

I fatti rilsangono ad un anno fa in via Palazzina, a Verona. L'uomo stava viaggiando in sella ad un motorino ed aveva urtato contro l'automobile dell'anziana, che gli aveva tagliato la strada durante una manovra si svolta verso sinistra, all'altezza di via Ravenna. L'impatto è stato fatale ed il 31enne è morto subito dopo l'incidente.


SCENARI DI GUERRA SUL GARDA. Il ministro della Difesa, intervenendo in Commissione, assicura che darà ogni informazione disponibile sull’episodio del 1999
Bombe all’uranio: «Dirò tutto»

10 ottobre 2007
(larena.it)

«Non credo che le bombe saranno lasciate arrugginire in fondo al lago di Garda». Parola di generale della Nato, riportata sul nostro giornale il 17 aprile 1999, un giorno dopo che le sei bombe furono scaricate davanti a Punta San Vigilio da un F15 nel lago di Garda.

Il cacciabombardiere delle forze Nato era impegnato nelle operazioni di guerra nei Balcani e doveva atterrare ad Aviano in Friuli. Ma quel giorno lo scalo militare era chiuso e il velivolo fu dirottato nella base di Ghedi. Solo che c’era poco carburante e il pilota, non si sa ancora se statunitense o inglese, sganciò i sei ordigni nel lago per alleggerirsi e per raggiungere l’aeroporto lombardo.

Sono trascorsi più di 8 anni da quella vicenda e quegli ordigni, contenenti uranio impoverito, sono ancora nei fondali del lago. La senatrice di Rifondazione Comunista, Lidia Menapace ieri ha riaperto il caso. L’ha fatto davanti al ministro della difesa, Arturo Parisi durante l’audizione nella commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito al Senato. «Si sa che nel 1999», ha detto la presidente della commissione come è stato riportato ieri da un lancio Ansa delle 17.17, «nel lago di Garda, un aereo di passaggio ha sganciato in acqua quello che aveva a bordo e c’era anche dell’uranio forse un missile».
E la situazione resta a tutt’oggi di emergenza: «L’uranio», ha proseguito la Menapace, «è idrosolubile e non sappiamo se le acque del Garda siano state inquinate».

Arturo Parisi, dal canto suo, ha garantito che avvierà quanto prima un’indagine. Il portavoce del ministro della difesa, ieri, ha confermato che gli uffici si adopereranno quanto prima per far luce sulla vicenda. Si rispolvererà, quindi, il fascicolo già aperto otto anni fa e si controlleranno le conclusioni per poi comunicarle alla commissione d’inchiesta sull’uranio, presieduta dalla Menapace. Fonti del ministero della difesa, inoltre, non escludono che sia interpellato di nuovo il comando della Nato a Bruxelles. «Ma lo faremo», hanno precisato dalla capitale, «solo se l’indagine già svolta nel 1999, non sarà ritenuta esaustiva».
D’altro canto, come in ogni inchiesta sulle forze militari della Nato, riuscire ad individuare responsabilità e possibili ripercussioni sulla salute di residenti e turisti sul lago, resta sempre molto difficile. Ha provato la procura di Brescia otto anni fa ad aprire un’inchiesta che, però, non portò molti risultati. «È un atto doveroso», disse il procuratore Giancarlo Tarquini quando avviò le indagini.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, già nel gennaio del 2001 ammisero l’uso del plutonio ma i rischi, prodotti dall’uranio, sono sempre stati minimizzati. «È come se ci fossero dei pezzi di ferro nel lago» rivelarono all’epoca fonti della Nato. Un’affermazione che dopo 8 anni torna a scricchiolare di fronte allo scetticismo della senatrice di Rifondazione.
Da Verona, anche l’esponente del Movimento nonviolento, Mao Valpiana esprime tutto il suo disappunto di fronte al giallo che a tutt’oggi circonda quei sei ordigni lanciati nel 1999: «L’Italia», dice, «non sa ancora la verità su quella vicenda. Ora il governo deve dimostrare che il nostro paese non è subalterno agli Usa anche perchè ha il dovere di tutelare la salute di residenti e turisti che ogni anno si recano sul Garda».


La Provincia si costituirà parte civile nel procedimento Rotamfer-Cà di Capri
Prima riunione conoscitiva della IV commissione

10 ottobre 2007

La Provincia di Verona si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario che il Tribunale di Verona ha avviato contro la ditta Rotamfer e lo smaltimento di rifiuti nella discarica di Cà di Capri. Lo ha annunciato il presidente Elio Mosele nella riunione di ieri della Quarta Commissione. «Un atto - spiega Mosele - che ci permetterà di acquisire le informazioni necessarie all’esercizio dei poteri amministrativi della Provincia. Vogliamo infatti capire se sussistono elementi per un eventuale ritiro delle autorizzazioni all’esercizio dell’attività. Informazioni che, a tutt’oggi, non sono in nostro possesso».

«Dalla documentazione che ho esaminato, ritengo che la nostra amministrazione abbia operato con prudenza e fermezza. Resta aperto il tema della complessità della legislazione in materia, che spero venga presto portato per un chiarimento davanti al Tar del Lazio».

La Quarta Commissione, presieduta da Andrea Tognetti, ha svolto ieri la prima seduta conoscitiva sulla questione Rotamfer. «Viste le dichiarazioni pesanti fatte nei giorni scorsi da parte dell’opposizione – ha detto Tognetti -, desidero che si sgombri il campo sull’operato degli uffici. C’è inoltre una lettera firmata dai dipendenti del settore Ecologia che rivendica la propria professionalità e buona fede, e che chiedono di essere rispettati e non travolti dalle polemiche politiche di questi giorni».

Il dirigente del settore Ecologia, Ferdinando Cossio, ha ricostruito tutta la cronistoria delle attività dei suoi uffici, ricordando che alla Provincia compete il controllo amministrativo della documentazione che le ditte presentano per l’esercizio delle attività. «Su delega della Regione, noi dobbiamo controllare se le carte sono a posto – ha detto Cossio -. Il successivo controllo ambientale compete all’Arpav».

Sulla commissione di inchiesta chiesta dalle minoranze la decisione verrà presa domani nella riunione dei capigruppo. «Intanto, il mio parere personale è che non sia idonea», ha detto il presidente del Consiglio provinciale Massimo Galli Righi. «Il lavoro di questa commissione che discuterà tutti i dati e i documenti è già minuzioso. Credo invece che il nostro compito sia quello di acquisire tutte le informazioni dalle indagini per chiarire vari aspetti: se c’è stato pericolo per la salute pubblica, se il nostro percorso amministrativo è stato corretto, se ci sono storture per cui suggerire correttivi al legislatore nazionale, se la convenzione con Arpav funziona».


Agsm, audizione del presidente Leoni
10 ottobre 2007

VERONA. Si è tenuta ieri l'audizione del presidente di Agsm Gian Pietro Leoni in commissione consiliare aziende partecipate, presieduta da Stefano Zaninelli (Lega nord), che ha fatto il punto sulla situazione dell’ex municipalizzata.

«Il mercato delle multiutility è oggi in fase di rilevante trasformazione – ha detto Leoni in una nota del Comune - dopo quello del gas, da luglio di quest’anno si è completata la liberalizzazione dell’energia elettrica: entro il 2015 avremo non più di 10 grandi organizzazioni a livello mondiale, che domineranno il mercato». «L’indirizzo obbligato per le multiutility quindi – ha proseguito Leoni - è di assumere dimensioni tali, da consentire competitività sul mercato e capacità di investimenti rilevanti: in questo senso Agsm deve valutare l’opportunità di aggregarsi a livello territoriale, assumendo dimensioni di almeno 2 milioni e mezzo di clienti e di 4 miliardi di mc di gas da acquistare» ha sostenuto Leoni, ricordando che «la ricerca di alleanze va indirizzata verso aziende che abbiano una visione strategica simile alla nostra».

«Dobbiamo mantenere la posizione di mercato attuale, pari allo 0,6 per cento con 1 miliardo 400 mila Kw ore – si legge sempre nella nota - significa crescere del 3,5%, aumentando la produzione di 50 milioni di Kw ore». Secondo Leoni, le opportunità di crescita per l’azienda potranno derivare da nuovi investimenti nell’energia eolica e dall’incremento del teleriscaldamento. «Occorre inoltre allargare la competenza dell’azienda verso il territorio provinciale –ha proseguito Leoni- contestualmente alla ricerca di alleanze guardando a nord-est: a breve avremo le idee chiare sui contatti avviati in questi mesi con l’assessore Sandri» ha assicurato Leoni.

Ca’ del Bue. Assicurando i consiglieri comunali che «gli incentivi CIP 6 del periodo di inattività dell’impianto verranno comunque recuperati», Leoni ha annunciato entro la settimana prossima l’avvio dei lavori della commissione che dovrà definire il ruolo strategico dell’impianto: «occorre decidere se Ca’ del Bue deve rimanere un impianto a servizio dell’attuale bacino con 500 tonnellate al giorno o estendere a un bacino più ampio la propria portata».

«L’impianto di termovalorizzazione sarà conveniente se, oltre a produrre energia, riuscirà a sfruttare anche il calore attraverso il teleriscaldamento, esteso ai comuni di San Giovanni e San Martino» ha precisato Leoni.

Infine le due ipotesi per la realizzazione dei forni a griglia: «o si cercano alleanze con un partner che abbia il know how per la progettazione, tempo stimato due anni –ha concluso Leoni- o ci dotiamo di know how per la progettazione in proprio e la ricerca di finanziamenti, ma ci vorranno almeno quattro anni».


Fermata giovane rumena per occupazione di appartamento
10 ottobre 2007

VERONA. Una rumena di 23 anni senza fissa dimora è stata fermata nei giorni scorsi dalla polizia municipale di Verona per l'occupazione abusiva di un appartamento ad Alto San Nazaro che era stato da poco sgomberato. L'appartamento è stato poi murato per evitare che altre persone vi si accampino.


Corso per imparare a leggere le opere d'arte
Ginnastica per anziani in I circoscrizione

10 ottobre 2007

VERONA. La seconda circoscrizione di Verona organizza, il 15, 22 e 29 ottobre, dalle 20.45 alle 22, un corso di lettura di opere d'arte dal titolo "Sulle tracce degli Etruschi". L'iniziativa si terrà alla scuola Provolo di via Camozzini 5 ad un costo di 20 euro. A completamento, seguirà una visita culturale "Siena e l’Etruria" dal 26 al 28 ottobre 2007 riservata agli iscritti al corso.

Dall'11 e 15 ottobre, invece, la prima circoscrizione organizza due corsi di ginnastica per la terza età che si terranno alle scuole Segala, Caliari ed al centro fitness di via Marconi. Le iscrizioni continueranno fino ad esaurimento dei posti previsti.


Omicidio Corsi, 10 anni e 8 mesi per Montagnoli in appello
10 ottobre 2007

La Corte d'Assise d'appello di Venezia ha condannato due giorni fa Michele Montagnoli, 36 anni, accusato di omicidio preterintenzionale per la morte di Federica Corsi, sua ex compagna e madre dei suoi due bambini, a dieci anni e otto mesi di carcere, sei in meno della condanna inflitta in primo grado. L'uomo è stato inoltre assolto per l'accusa di guida sotto l'effetto di stupefacenti e ha preso tre anni e quattro mesi di carcere per soppressione di cadavere e incendio.

Federica Corsi fu trovata morta la notte del 20 novembre 2005 a Caiò di Cancello in un'automobile in fiamme. Montagnoli nel chiamare i soccorsi raccontò che la donna morì in un incidente stradale dal quale lui si salvò, ma fu arrestato dopo pochi giorni per omicidio volontario in quanto, secondo gli accertamenti svolti sul corpo della donna e nell'automobile, la donna fu messa in automobile quando era già morta e successivamente lo stesso Montagnoli appiccò l'incendio alla vettura.


WEBITALYNEWS
Autorizzazione Tribunale di Aosta N° 01/05 del 21 Gennaio 2005
Direttore responsabile Franco Rossi Marcelli

Direttore editoriale Marco Camilli