Mozioni 1995: le nostre richieste per pareggiare il conto dei Diritti!
comunicato stampa Circolo Pink
06/07/2012
 

Il prossimo 14 luglio scadranno ben 17 anni dall'approvazione, da parte del consiglio comunale (sindaca Michela Sironi, Forza Italia), delle mozioni omofobe proposte e votate dal centrodestra di allora (14 luglio 1995). Una di queste, la 336, la più pesante delle tre approvate dal consiglio, ribadiva in maniera inequivocabile che il Comune di Verona era schierato in favore della famiglia tradizionale cattolica formata da un uomo e una donna, di conseguenza la prima risoluzione del Parlamento Europeo del febbraio 1994 in materia di pari opportunità alle persone omosessuali veniva respinta. Nel testo della mozione 336 la stessa risoluzione del PE veniva addirittura bollata come "immorale".

Apprendiamo oggi dai giornali, e dal sito del Comune, che qualcosa finalmente si muove. Dopo 17 anni di attesa un ordine del giorno è stato firmato per riportare in sede di discussione del consiglio comunale le mozioni del 1995. I consiglieri De Robertis (SEL) e Bertucco (PD) invitando oggi il sindaco di Verona a cancellare le mozioni, ricevono da Tosi una risposta blanda e fumosa, in cui si dice che quelle mozioni ormai sono decadute, dato che sono state approvate da una amministrazione non più in carica (all'epoca il consigliere Tosi si astenne). Come dire che un atto ufficiale e approvato decade alla fine del mandato. Ci risulta che quelle mozioni siano ancora parte del "patrimonio politico, culturale ed etico" del Comune di Verona e, se possono non aver peso reale sulla vita di gay, lesbiche e trans di Verona, hanno in ogni caso un grande peso morale, politico e culturale su questa amministrazione, unica in Europa ad aver approvato mozioni omofobe.

Ora il salto che chiediamo di fare a tutta l'amministrazione ma in particolare al centrosinistra è quello di non limitarsi a chiedere al sindaco e a tutto il consiglio comunale di cancellare le mozioni del 1995 ma di assumere in toto tutte le risoluzioni del PE approvate dal 1994 in poi in materia di diritti civili e pari opportunità alle persone omo e trans di Verona.

Solo così faremo fare un salto in avanti a questa città. Limitarsi a cancellarle non basta e non serve a nulla, come dire che 17 anni di lotte da parte di gay, lesbiche, trans ed etero di Verona, in particolare del Circolo Pink ma non solo - ricordiamo tutti i tentativi messi in atto durante l'amministrazione Zanotto dai consiglieri Fasoli e Bertani e le battaglie del consigliere Bragaja - non son serviti a nulla e che basta stracciare un pezzo di carta approvato 17 anni fa per credere che oggi va tutto bene.
Per queste ragioni chiediamo a De Robertis, Bertucco e Benciolini che abbiamo finalmente il coraggio di mettere nero su bianco che anche le persone omosessuali e transessuali hanno dei diritti reali con una ricaduta reale sule loro vite, che non si tratta solo di parole vuote o atti decaduti perché approvati da un'amministrazione di 17 anni fa.

Naturalmente, come facemmo 17 anni fa, seguiremo i lavori in aula, quando l'ordine del giorno firmato approvato dai capigruppo Bertucco, De Robertis, Benciolini e Pasetto approderà in consiglio comunale.

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