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La sanità veneta, con il suo sempre più risicato bilancio, ha
fatto e sta facendo il possibile per sostenere la ricerca scientifica, ma per
fare il salto di qualità è necessario creare sinergie forti tra pubblico e
privato, tra i diversi centri di ricerca, tra le Università e le strutture
sanitarie pubbliche. In una parola, fare squadra e puntare con decisione ai
finanziamenti nazionali e a quelli comunitari che, nel nuovo programma “Horizon
2020”, prossimo a subentrare all’attuale Settimo Programma Quadro, potrebbero
ammontare complessivamente a circa 80 miliardi di euro.
E’ stato questo il tema dominante della prima giornata di
lavori di ieri del meeting “Il Veneto per la Ricerca – la ricerca sanitaria
promossa e sostenuta dalla Regione del Veneto” apertosi stamattina al Centro
Rama dell’Ospedale dell’Angelo a Mestre, nell’ambito del quale esperti,
ricercatori e managers della sanità pubblica e privata si confrontano sul futuro
della ricerca sanitaria nell’ambito di un modello d’eccellenza come quello
veneto, partendo dallo stato di fatto.
La giornata inaugurale (il confronto prosegue sul piano
prettamente tecnico oggi) è stata aperta da un intervento dell’assessore
regionale alla sanità Luca Coletto. “Con le difficoltà finanziarie generali
nelle quali si trova tutta l’Italia – ha detto Coletto – fare squadra e
concentrare gli sforzi per proporre progetti ai livelli di finanziamento
nazionali ed esteri, pubblici e privati, non è solo una buona pratica, ma un
imperativo categorico”. “I fondi nazionali per la sanità regionale – ha aggiunto
– sono in una fase di pesante contrazione. Ciò nonostante come Regione abbiamo
sempre fatto la nostra parte, stanziando annualmente da 2 a 3 milioni di euro
per sostenere i progetti di ricerca finalizzata che tanti straordinari cervelli
veneti propongono. Sappiamo che non basta: per questo ci siamo anche messi a
disposizione per coordinare le forze, e devo dire che ci stiamo riuscendo”.
Infatti, nell’ambito del Settimo Programma Quadro europeo
sono ben 37 i progetti di ricerca veneti che hanno trovato finanziamenti
all’interno di Programmi europei per un ammontare complessivo di quasi 13
milioni di euro. Ora l’obiettivo è rafforzare il coordinamento tra i diversi
attori del settore per valorizzare le grandi capacità scientifiche dei
ricercatori veneti e per sostenere i loro lavori a livello internazionale.
“In quest’ottica – ha detto Coletto – l’appuntamento di oggi e domani è
prezioso, perché si è aperto un dialogo interpersonale ed intersettoriale che mi
auguro prosegua nel quotidiano”.
Le forze, comunque, andranno concentrate anche nel
coinvolgimento dei privati, a questo proposito Coletto ha fatto l’esempio delle
case farmaceutiche, nel sostegno alla ricerca di alto livello, e nel
rafforzamento della collaborazione con le Università. Il confronto sul piano
scientifico si dipanerà in sessioni specifiche dedicate all’area preclinica e
traslazionale, all’area chirurgica, all’area medica, a quella oncologica,
all’organizzazione sanitaria, all’innovazione, alla prevenzione e promozione di
stili di vita salutari, alla realtà e alle prospettive dei giovani ricercatori. |