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E' stata siglata il 2 agosto la convenzione operativa tra la
Provincia di Verona e il Comune di Sommacampagna che stabilisce la gestione e la
concessione in uso dell'Ossario di Custoza al Comune di Sommacampagna, al fine
di promuovere e valorizzare il prezioso monumento risorgimentale.
La convenzione avrà la durata di 4 anni e la Provincia di Verona liquiderà al
Comune di Sommacampagna un contributo annuo pari ad euro 45.000, a titolo di
rimborso forfettario di spese di gestione.
Il Comune di Sommacampagna avrà il compito di promuovere l'immagine dell'Ossario
attraverso la programmazione di attività culturali, didattiche, turistiche ad
esso collegate e di assicurare l'accesso al monumento a titolo gratuito. I vari
interventi avranno come referente diretto l'assessore alla Cultura del Comune di
Sommacampagna e verranno attuate in sinergia con gli assessori alla Cultura e al
Patrimonio della Provincia. Le associazioni locali che si occupano di promozione
del territorio collaboreranno alla divulgazione e alla realizzazione delle
iniziative.
All'interno dell'Ossario sono custoditi i resti dei caduti di diversi eserciti
delle tre guerre d'Indipendenza: riposano insieme persone di diverse nazionalità
e proprio per questo motivo, il sacrario è simbolo di un europeismo ante
litteram e si propone come testimonianza di riconciliazione tra i popoli.
Custoza, dunque, non sarà ricordata solo come terra di guerre e battaglie, ma
piuttosto come luogo di fratellanza e pace.
Sommacampagna - assessore alla Cultura Albertina Bighelli: “La convenzione
firmata oggi consente alla nostra amministrazione di attivarsi al meglio per
rendere disponibili ai cittadini e ai visitatori italiani e stranieri il
prezioso monumento e i cimeli storici in esso custoditi. L'Ossario di Custoza,
dalla sua edificazione ad oggi, riassume pienamente il clima di pace tra i
popoli un tempo nemici: ciò lo rende e lo perpetua come una delle prime convinte
testimonianze del pensiero europeista. Il valore e il significato di questo
monumento sono fortemente sentiti da tutti e il sacrario appare, oggi più che
mai, simbolo di coesione in un momento di difficile congiuntura che sembra
dividere, anziché unire, i popoli europei” |