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territoriali, insieme alle criticità da affrontare e alle
prospettive da perseguire, ci inducono ad intraprendere un percorso di sintesi e
di riflessione, di cui questa conferenza stampa è il primo momento.
Il Sistema Bibliotecario Provinciale rappresenta oggi una rete di 66 biblioteche
pubbliche (65 comunali e la biblioteca della Fondazione Fioroni di Legnago) che
condividono un unico software di gestione disponibile attraverso la rete
internet, un unico catalogo bibliografico on-line di circa 780.000 tra libri,
videoregistrazioni e registrazioni musicali, una base di utenti di oltre 80.000
cittadini di tutte le età, che possono fruire di tutto il patrimonio condiviso
frequentando una o più biblioteche e possono contare su un sistema di trasporto
di libri e DVD che rende disponibile presso ciascuna biblioteca in pochi giorni
ciò che viene prenotato, anche da casa attraverso internet.
Da dove siamo partiti
I punti di forza del progetto si basano su alcune scelte di grande innovazione:
1. la decisione di non acquisire un software commerciale su cui basare il
servizio, scelto tra quelli proposti dal mercato, ma di progettare e realizzare
un software open source che ha contribuito a raggiungere gli obiettivi previsti
e ha permesso un'evoluzione correlata alle necessità che si sono presentate nel
tempo; questa scelta, oltre a rispondere a precise indicazioni legislative a
livello nazionale, ha contribuito a creare un modello di grande flessibilità e
sostenibilità economica, concentrando le risorse finanziarie sui servizi e non
sulle licenze d'uso di software commerciali;
2. la scelta di condividere in maniera forte i servizi, attraverso un unico
centro di catalogazione e di acquisto librario, la definizione di un regolamento
comune per tutte le biblioteche e di un'unica carta dei servizi da presentare al
cittadino;
3. infine, una struttura agile da un punto di vista amministrativo – quella
della convenzione tra enti – che ha evitato la sovrapposizione e la duplicazione
di spese: infatti la Provincia ha sostenuto le spese dell'infrastruttura
centrale (sviluppo e gestione del software, infrastruttura internet centrale,
catalogazione, formazione degli operatori e trasporto librario tra biblioteche),
mentre le risorse dei comuni si sono potute concentrare sul personale, sulle
spese relative all'apertura delle sedi e sull'incremento del patrimonio
bibliografico.
I risultati conseguiti e l'impatto sulla comunità amministrata
Alla luce del modello adottato, possiamo dire che i risultati ottenuti sono
stati straordinari.
Un primo risultato – non misurabile in termini numerici, ma di fondamentale
importanza – è stato la maturazione del personale addetto alle biblioteche, che
nell'esperienza della cooperazione ha trovato stimoli e opportunità di crescita
professionale: e questo è un obiettivo raggiunto, seppur in misura diversa, sia
nelle biblioteche dei comuni più grandi e maggiormente strutturati, sia nei
comuni più piccoli.
Per quanto riguarda i numeri: limitandoci al periodo 2007-2011 per motivi di
uniformità statistica, possiamo dire che:
1. abbiamo raddoppiato il numero degli utenti iscritti al sistema, da 40.000 ad
oltre 80.000;
2. abbiamo aumentato di 200.000 volumi il patrimonio bibliografico, da 480.000 a
780.000;
3. abbiamo raddoppiato i prestiti, arrivando a mezzo milione di prestiti annui
4. ed infine i prestiti di documenti tra biblioteche attraverso il sistema delle
prenotazioni e del trasporto tramite bibliobus, è passato da 45.000
movimentazioni del 2007 alle oltre 200.000 del 2011, e questo prova quanto la
condivisione del patrimonio e la sua disponibilità in tutte le biblioteche sia
un servizio estremamente apprezzato dai cittadini, i quali possono continuare a
frequentare la biblioteca del loro paese potendo contare sulla disponibilità in
loco del patrimonio di tutte le biblioteche.
L'impatto di questo servizio sulla realtà amministrata non è stato fino ad ora
misurato con attenzione. Quest'anno abbiamo proposto agli utenti, soprattutto
on-line, un questionario per verificare il loro livello di soddisfazione, ed i
risultati sono stati ottimi: il Sistema Bibliotecario è un servizio assodato,
apprezzato, ed in qualche modo diventato ormai “normale” nella percezione dei
cittadini che ne fruiscono con grande assiduità.
Esiste poi un impatto economico di non immediata percezione, ma facilmente
misurabile: considerando un costo medio dei libri e dei DVD di 15 euro, e
considerando il numero di 500.000 prestiti annui, il Sistema Bibliotecario fa
risparmiare ai cittadini della Provincia 7.500.000 euro all'anno, cifra che
dovrebbe essere spesa per mantenere analoghi livelli di lettura.
Gli aspetti innovativi delle scelte fatte, soprattutto il software open source a
cui sottende un preciso modello di servizi di rete, ha fatto sì che negli ultimi
anni, e specialmente in quest'ultimo anno, molte realtà anche di grandi
dimensioni hanno deciso di adottare il software nato da questa esperienza
veronese, denominato CLAVIS. Oltre a grandi circuiti come il Sistema
Bibliotecario Nord Ovest di Milano, che serve una popolazione di quasi un
milione di abitanti, il sistema è stato recentemente adottato dalla Regione
Valle d'Aosta (una realtà molto avanzata nel settore delle biblioteche), dal
Comune di Torino, dalle Provincie di Pisa e Gorizia, da una parte della
Provincia di Roma. Anche nella nostra Regione il sistema è stato adottato da un
notevole numero di biblioteche: la maggioranza delle biblioteche della provincia
di Vicenza (54 biblioteche) ed è di questi giorni la notizia che la Provincia di
Padova ha adottato il nostro sistema per l'intero territorio provinciale.
Questa diffusione è motivo di evidente soddisfazione, ma anche di assunzione di
responsabilità di un progetto vitale che deve necessariamente proseguire e
migliorare ulteriormente, specialmente in questi momenti in cui le risorse
economiche scarseggiano.
Ulteriori sviluppi del sistema
Il Sistema Bibliotecario è comunque una realtà in crescita non solo per i numeri
del servizio, ma anche per le iniziative:
1. La rete delle biblioteche scolastiche, un progetto ambizioso già in parte
realizzato in collaborazione con l'Ufficio scolastico territoriale.
2. Iniziative di “prestito fuori della biblioteca”, come le nostre postazioni di
autoprestito presenti presso le due sedi della Provincia (Palazzo Scaligero e
Sede di Via Franceschine).
3. Il Sistema Museale Provinciale, un ambizioso progetto che ha lo scopo di
creare un coordinamento ed un unico portale per i musei diffusi nel territorio
Veronese.
4. Il portale d'accesso unico con le altre reti bibliotecarie veronesi (Comune
di Verona e Università), progetto realizzato in cooperazione con Comune e
Università e per cui la Provincia ha assunto il ruolo di capofila.
Tutti questi punti potranno essere meglio trattati in un convegno che stiamo
organizzando e che vedrà la partecipazione anche di amministratori dei comuni.
Sarà questa l'occasione per fare il punto della situazione e per verificare su
quali linee proseguire questo progetto, valorizzandone le specificità e
incrementando, se possibile, il numero dei cittadini che usufruiscono di questo
importante servizio culturale.
Presidente Miozzi: “I risultati raggiunti dall'innovativo sistema informatico
messo a punto dalla Provincia sono eccellenti, per questo oggi sono
particolarmente fiero di annunciare che sono molte le amministrazioni del
territorio nazionale che hanno chiesto di utilizzare il nostro sistema.
L'efficienza della nostra gestione consiste nell'aver messo in relazione tra
loro tutte le biblioteche dei Comuni veronesi, realizzando un unico 'catalogo
virtuale', consultabile da qualsiasi postazione. Oggi il modello è rodato e
mostra tutta la sua utilità: i vantaggi non sono solo per gli utenti, che
possono accedere e ricevere volumi di un consistente patrimonio librario; ma
anche per i Comuni che risparmiano risorse di gestione e possono investire i
fondi nell'acquisto di libri. In effetti, i numeri ci danno ragione e indicano
che, da quando è in funzione il nostro sistema bibliotecario, gli utenti sono
raddoppiati e il patrimonio di volumi è passato da 480.000 a 780.000 unità”.
Assessore Ambrosini: “Il Sistema Bibliotecario Provinciale rappresenta senza
dubbio un eccellente esempio di come la cooperazione e la condivisione delle
risorse tra realtà diverse permettano di creare un modello vincente ed efficace
di servizi a favore del cittadino. La prova del consenso e dell'apprezzamento
del lavoro svolto fin'ora proviene non solo dagli utenti che, sempre più
numerosi, usufruiscono dei servizi, ma anche dalle numerose realtà regionali e
provinciali italiane che hanno deciso di adottare, anche per il proprio
territorio, il 'modello veronese'. Gli importanti risultati ottenuti fin'ora non
possono che rappresentare un forte incentivo a continuare in questa direzione,
fornendo così ai cittadini sempre più strumenti e opportunità di crescita e di
sviluppo culturale”. |