Sviluppo del Sistema Bibliotecario Provinciale: raddoppiati gli utenti e il patrimonio librario
13/12/2011
 

 

Il presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi e l'assessore alla Cultura Marco Ambrosini, hanno illustrato i risultati raggiunti e le nuove prospettive di sviluppo del Sistema Bibliotecario Provinciale (SBPvr).

Da ormai 7 anni la grande maggioranza delle biblioteche pubbliche della Provincia di Verona condividono un'esperienza di cooperazione e di coordinamento dei servizi che costituisce il Servizio Bibliotecario Provinciale. I risultati ottenuti, l'impatto che il sistema ha avuto nella comunità amministrata, la consapevolezza di aver costruito un “modello” che ora può   essere   di  riferimento   per   altre   amministrazioni

territoriali, insieme alle criticità da affrontare e alle prospettive da perseguire, ci inducono ad intraprendere un percorso di sintesi e di riflessione, di cui questa conferenza stampa è il primo momento.

Il Sistema Bibliotecario Provinciale rappresenta oggi una rete di 66 biblioteche pubbliche (65 comunali e la biblioteca della Fondazione Fioroni di Legnago) che condividono un unico software di gestione disponibile attraverso la rete internet, un unico catalogo bibliografico on-line di circa 780.000 tra libri, videoregistrazioni e registrazioni musicali, una base di utenti di oltre 80.000 cittadini di tutte le età, che possono fruire di tutto il patrimonio condiviso frequentando una o più biblioteche e possono contare su un sistema di trasporto di libri e DVD che rende disponibile presso ciascuna biblioteca in pochi giorni ciò che viene prenotato, anche da casa attraverso internet.

Da dove siamo partiti
I punti di forza del progetto si basano su alcune scelte di grande innovazione:

1. la decisione di non acquisire un software commerciale su cui basare il servizio, scelto tra quelli proposti dal mercato, ma di progettare e realizzare un software open source che ha contribuito a raggiungere gli obiettivi previsti e ha permesso un'evoluzione correlata alle necessità che si sono presentate nel tempo; questa scelta, oltre a rispondere a precise indicazioni legislative a livello nazionale, ha contribuito a creare un modello di grande flessibilità e sostenibilità economica, concentrando le risorse finanziarie sui servizi e non sulle licenze d'uso di software commerciali;
2. la scelta di condividere in maniera forte i servizi, attraverso un unico centro di catalogazione e di acquisto librario, la definizione di un regolamento comune per tutte le biblioteche e di un'unica carta dei servizi da presentare al cittadino;
3. infine, una struttura agile da un punto di vista amministrativo – quella della convenzione tra enti – che ha evitato la sovrapposizione e la duplicazione di spese: infatti la Provincia ha sostenuto le spese dell'infrastruttura centrale (sviluppo e gestione del software, infrastruttura internet centrale, catalogazione, formazione degli operatori e trasporto librario tra biblioteche), mentre le risorse dei comuni si sono potute concentrare sul personale, sulle spese relative all'apertura delle sedi e sull'incremento del patrimonio bibliografico.

 I risultati conseguiti e l'impatto sulla comunità amministrata
Alla luce del modello adottato, possiamo dire che i risultati ottenuti sono stati straordinari.

Un primo risultato – non misurabile in termini numerici, ma di fondamentale importanza – è stato la maturazione del personale addetto alle biblioteche, che nell'esperienza della cooperazione ha trovato stimoli e opportunità di crescita professionale: e questo è un obiettivo raggiunto, seppur in misura diversa, sia nelle biblioteche dei comuni più grandi e maggiormente strutturati, sia nei comuni più piccoli.

Per quanto riguarda i numeri: limitandoci al periodo 2007-2011 per motivi di uniformità statistica, possiamo dire che:
1. abbiamo raddoppiato il numero degli utenti iscritti al sistema, da 40.000 ad oltre 80.000;
2. abbiamo aumentato di 200.000 volumi il patrimonio bibliografico, da 480.000 a 780.000;
3. abbiamo raddoppiato i prestiti, arrivando a mezzo milione di prestiti annui
4. ed infine i prestiti di documenti tra biblioteche attraverso il sistema delle prenotazioni e del trasporto tramite bibliobus, è passato da 45.000 movimentazioni del 2007 alle oltre 200.000 del 2011, e questo prova quanto la condivisione del patrimonio e la sua disponibilità in tutte le biblioteche sia un servizio estremamente apprezzato dai cittadini, i quali possono continuare a frequentare la biblioteca del loro paese potendo contare sulla disponibilità in loco del patrimonio di tutte le biblioteche.

L'impatto di questo servizio sulla realtà amministrata non è stato fino ad ora misurato con attenzione. Quest'anno abbiamo proposto agli utenti, soprattutto on-line, un questionario per verificare il loro livello di soddisfazione, ed i risultati sono stati ottimi: il Sistema Bibliotecario è un servizio assodato, apprezzato, ed in qualche modo diventato ormai “normale” nella percezione dei cittadini che ne fruiscono con grande assiduità.
Esiste poi un impatto economico di non immediata percezione, ma facilmente misurabile: considerando un costo medio dei libri e dei DVD di 15 euro, e considerando il numero di 500.000 prestiti annui, il Sistema Bibliotecario fa risparmiare ai cittadini della Provincia 7.500.000 euro all'anno, cifra che dovrebbe essere spesa per mantenere analoghi livelli di lettura.

Gli aspetti innovativi delle scelte fatte, soprattutto il software open source a cui sottende un preciso modello di servizi di rete, ha fatto sì che negli ultimi anni, e specialmente in quest'ultimo anno, molte realtà anche di grandi dimensioni hanno deciso di adottare il software nato da questa esperienza veronese, denominato CLAVIS. Oltre a grandi circuiti come il Sistema Bibliotecario Nord Ovest di Milano, che serve una popolazione di quasi un milione di abitanti, il sistema è stato recentemente adottato dalla Regione Valle d'Aosta (una realtà molto avanzata nel settore delle biblioteche), dal Comune di Torino, dalle Provincie di Pisa e Gorizia, da una parte della Provincia di Roma. Anche nella nostra Regione il sistema è stato adottato da un notevole numero di biblioteche: la maggioranza delle biblioteche della provincia di Vicenza (54 biblioteche) ed è di questi giorni la notizia che la Provincia di Padova ha adottato il nostro sistema per l'intero territorio provinciale.
Questa diffusione è motivo di evidente soddisfazione, ma anche di assunzione di responsabilità di un progetto vitale che deve necessariamente proseguire e migliorare ulteriormente, specialmente in questi momenti in cui le risorse economiche scarseggiano.

Ulteriori sviluppi del sistema
Il Sistema Bibliotecario è comunque una realtà in crescita non solo per i numeri del servizio, ma anche per le iniziative:
1. La rete delle biblioteche scolastiche, un progetto ambizioso già in parte realizzato in collaborazione con l'Ufficio scolastico territoriale.
2. Iniziative di “prestito fuori della biblioteca”, come le nostre postazioni di autoprestito presenti presso le due sedi della Provincia (Palazzo Scaligero e Sede di Via Franceschine).
3. Il Sistema Museale Provinciale, un ambizioso progetto che ha lo scopo di creare un coordinamento ed un unico portale per i musei diffusi nel territorio Veronese.
4. Il portale d'accesso unico con le altre reti bibliotecarie veronesi (Comune di Verona e Università), progetto realizzato in cooperazione con Comune e Università e per cui la Provincia ha assunto il ruolo di capofila.

Tutti questi punti potranno essere meglio trattati in un convegno che stiamo organizzando e che vedrà la partecipazione anche di amministratori dei comuni. Sarà questa l'occasione per fare il punto della situazione e per verificare su quali linee proseguire questo progetto, valorizzandone le specificità e incrementando, se possibile, il numero dei cittadini che usufruiscono di questo importante servizio culturale.

Presidente Miozzi: “I risultati raggiunti dall'innovativo sistema informatico messo a punto dalla Provincia sono eccellenti, per questo oggi sono particolarmente fiero di annunciare che sono molte le amministrazioni del territorio nazionale che hanno chiesto di utilizzare il nostro sistema. L'efficienza della nostra gestione consiste nell'aver messo in relazione tra loro tutte le biblioteche dei Comuni veronesi, realizzando un unico 'catalogo virtuale', consultabile da qualsiasi postazione. Oggi il modello è rodato e mostra tutta la sua utilità: i vantaggi non sono solo per gli utenti, che possono accedere e ricevere volumi di un consistente patrimonio librario; ma anche per i Comuni che risparmiano risorse di gestione e possono investire i fondi nell'acquisto di libri. In effetti, i numeri ci danno ragione e indicano che, da quando è in funzione il nostro sistema bibliotecario, gli utenti sono raddoppiati e il patrimonio di volumi è passato da 480.000 a 780.000 unità”.

Assessore Ambrosini: “Il Sistema Bibliotecario Provinciale rappresenta senza dubbio un eccellente esempio di come la cooperazione e la condivisione delle risorse tra realtà diverse permettano di creare un modello vincente ed efficace di servizi a favore del cittadino. La prova del consenso e dell'apprezzamento del lavoro svolto fin'ora proviene non solo dagli utenti che, sempre più numerosi, usufruiscono dei servizi, ma anche dalle numerose realtà regionali e provinciali italiane che hanno deciso di adottare, anche per il proprio territorio, il 'modello veronese'. Gli importanti risultati ottenuti fin'ora non possono che rappresentare un forte incentivo a continuare in questa direzione, fornendo così ai cittadini sempre più strumenti e opportunità di crescita e di sviluppo culturale”.

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