|
Ripartono delle
scuole e ci sono già tanti ostacoli
che sembra impossibile, oggi, si
possa sopravvivere ad un lungo anno
scolastico. Eppure dall’Europa è
venuto un segnale chiaro! Gli
investimenti sull’educazione
dovrebbero essere usati attivamente
nei piani di risanamento economico.
I Ministri dell’istruzione si sono
trovati d’accordo e i capi di Stato
hanno confermato la linea nei summit
del 2009. E’ importante quanto si è
dichiarato ma appare evidente che
non è uguale a quanto è poi messo in
pratica. Va detto che i sistemi
educativi sono molto differenti in
Europa, non ci sono uguali
opportunità. Ma gli interventi per
equilibrare le opportunità partono
da una formazione di qualità per i
docenti. Allora si che i docenti
possono fornire un insegnamento di
qualità. Per la formazione
scolastica e professionale, per le
sfide alle quali siamo sottoposti
come paese, si devono creare le
giuste condizioni per un buon
ambiente di apprendimento. Non si
crea un buon ambiente solo con il
controllo e chiedendo efficienza. Ci
vogliono le risorse necessarie, il
tempo adeguato e la fiducia. Non
possiamo scaricare la crisi
finanziaria sull’educazione.
La scuola :
graduatorie permanenti ?
Le proposte Uil Scuola: stabilità,
continuità, bandi di concorso,
incarichi pluriennali, sostegno ai
precari
Sette milioni di studenti, 370 mila
tra sezioni e classi, 729 mila
insegnanti, 237 mila personale Ata:
sono i numeri che fotografano il
nostro sistema scolastico. Numeri
significativi e consistenti che
mostrano come le attività connesse
all’avvio dell’anno scolastico ‘spostano’,
e non solo numericamente, migliaia
di persone. Stabilità, continuità,
valorizzazione del lavoro,sono
questi i principi che vorremmo
vedere applicati .Ogni anno
assistiamo a due processi paralleli:
da un lato l’avvio delle lezioni, il
regolare rientro in classe degli
studenti e dei professori (per l’85%
di ruolo) dall’altro il ripetersi
delle file, delle verifiche
estenuanti, dell’attesa per la
chiamata per un incarico o una
supplenza (per la copertura del 15%
dei posti).che la scuola italiana,
funziona e produce risultati di
qualità, nonostante la burocrazia
pesi come un macigno. Bisogna
- valorizzare quanti svolgono con
competenza e passione il loro lavoro
- garantire continuità e sostegno
alle attività evitando continui
spostamenti e pratiche inutili
- dare certezze a quanti aspirano ad
insegnare
ricominciare seriamente a fare i
concorsi per assumere là dove ci
sono posti disponibili e dove sono
esaurite le graduatorie ed evitare
il continuo formarsi di precariato.
Situazione resa più complessa dai
25.600 tagli di organico del
personale docente e 7.500 del
personale Ata. Dato che, se messo in
relazione con le previste immissioni
in ruolo (10 mila per i docenti e
6.500 per il personale Ata) e i
pensionamenti, mostra, nella
crudezza dei numeri, che circa 10
mila persone potrebbero non avere
l’incarico confermato. Ad essi va
garantito lavoro e retribuzione.
Occorre passare dai numeri alle
persone. La Uil è a fianco dei
precari giustamente preoccupati per
il loro posto di lavoro e sta
promuovendo iniziative e
manifestazioni nei territori. |