Modernizzare la scuola per valorizzare il lavoro
comunicato stampa Lucia Perina per Uil Verona
02/09/2010 
 

Ripartono delle scuole e ci sono già tanti ostacoli che sembra impossibile, oggi, si possa sopravvivere ad un lungo anno scolastico. Eppure dall’Europa è venuto un segnale chiaro! Gli investimenti sull’educazione dovrebbero essere usati attivamente nei piani di risanamento economico. I Ministri dell’istruzione si sono trovati d’accordo e i capi di Stato hanno confermato la linea nei summit del 2009. E’ importante quanto si è dichiarato ma appare evidente che non è uguale a quanto è poi messo in pratica. Va detto che i sistemi educativi sono molto differenti in Europa, non ci sono uguali opportunità. Ma gli interventi per equilibrare le opportunità partono da una formazione di qualità per i docenti. Allora si che i docenti possono fornire un insegnamento di qualità. Per la formazione scolastica e professionale, per le sfide alle quali siamo sottoposti come paese, si devono creare le giuste condizioni per un buon ambiente di apprendimento. Non si crea un buon ambiente solo con il controllo e chiedendo efficienza. Ci vogliono le risorse necessarie, il tempo adeguato e la fiducia. Non possiamo scaricare la crisi finanziaria sull’educazione.

La scuola : graduatorie permanenti ?
Le proposte Uil Scuola: stabilità, continuità, bandi di concorso, incarichi pluriennali, sostegno ai precari
Sette milioni di studenti, 370 mila tra sezioni e classi, 729 mila insegnanti, 237 mila personale Ata: sono i numeri che fotografano il nostro sistema scolastico. Numeri significativi e consistenti che mostrano come le attività connesse all’avvio dell’anno scolastico ‘spostano’, e non solo numericamente, migliaia di persone. Stabilità, continuità, valorizzazione del lavoro,sono questi i principi che vorremmo vedere applicati .Ogni anno assistiamo a due processi paralleli: da un lato l’avvio delle lezioni, il regolare rientro in classe degli studenti e dei professori (per l’85% di ruolo) dall’altro il ripetersi delle file, delle verifiche estenuanti, dell’attesa per la chiamata per un incarico o una supplenza (per la copertura del 15% dei posti).che la scuola italiana, funziona e produce risultati di qualità, nonostante la burocrazia pesi come un macigno. Bisogna
- valorizzare quanti svolgono con competenza e passione il loro lavoro
- garantire continuità e sostegno alle attività evitando continui spostamenti e pratiche inutili
- dare certezze a quanti aspirano ad insegnare
ricominciare seriamente a fare i concorsi per assumere là dove ci sono posti disponibili e dove sono esaurite le graduatorie ed evitare il continuo formarsi di precariato. Situazione resa più complessa dai 25.600 tagli di organico del personale docente e 7.500 del personale Ata. Dato che, se messo in relazione con le previste immissioni in ruolo (10 mila per i docenti e 6.500 per il personale Ata) e i pensionamenti, mostra, nella crudezza dei numeri, che circa 10 mila persone potrebbero non avere l’incarico confermato. Ad essi va garantito lavoro e retribuzione. Occorre passare dai numeri alle persone. La Uil è a fianco dei precari giustamente preoccupati per il loro posto di lavoro e sta promuovendo iniziative e manifestazioni nei territori.

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