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Come si traduce
in inglese «peso el tacon del buso»?
Magari spiegarlo ad un turista
straniero non sarà proprio semplice,
ma l’evidenza del detto, tutto
veronese, sarà stata palese a chi ha
passeggiato per Piazza dei Signori a
Verona. Un grande pannello
pubblicizzava ai turisti stranieri
la possibilità di fare di Verona il
proprio nido d’amore, la città nella
quale proclamare il proprio «sì». Il
progetto è piuttosto noto: «Sposami
a Verona» cambia la città e la rende
non più il simbolo dell’amore
tragico alla Romeo e Giulietta di
Shakespeare, ma quello dell’amore
con il lieto fine, alla Letters to
Juliet per capirsi. Non a caso il
Comune si è molto impegnato in
questo senso offrendo la
possibilità, alle coppie pronte al
grande passo, di sposarsi in alcuni
tra i luoghi più belli di Verona.
A questo scopo ha realizzato un
sito, in cinque lingue (che non
sempre funziona), perché l’amore non
conosca confini, e per chi il sito
ancora non l’ha visto alcuni
pannelli nei quali si pubblicizza
l’iniziativa. Una campagna in grande
stile con un piccolo neo però: la
traduzione in inglese dei pannelli è
imperfetta. Ci sono alcuni
grossolani errori che potrebbero far
sorridere qualche purista della
lingua di Shakespeare. Nel sito e
sui manifesti si legge «merry»
invece di «marry», ad esempio. Per
fortuna i tecnici di palazzo
Barbieri se ne accorgono e, a fine
aprile, inviano alla ditta che li
realizza la corretta ortografia del
testo. «In data 26 aprile - precisa
l’assessore ai Servizi demografici
Daniele Polato - gli uffici
dell’assessorato ai Servizi
demografici avevano già comunicato
alla ditta Consulting Image Art
Studio le correzioni all’errata
traduzione in inglese del testo
inviatole in lingua italiana per
promuovere sui totem esposti in
piazza dei Signori, a titolo
gratuito, l’iniziativa Sposami a
Verona».
Lo scambio di mail tra le parti va a
buon fine e il testo viene corretto
ed esposto. Solo che l’azienda
incaricata, invece, di realizzare un
nuovo pannello opta per sovrapporre
agli errori, delle toppe, della
stessa plastica bianca, con le
parole scritte correttamente. Tutto
bene fino quando qualcuno non se ne
accorge. E così realizza il
proverbio: c’è il buso, il tacon e
pure la grande irritazione
dell’assessore Polato al quale dopo
aver investito tanto in questo
progetto pare quasi di sentirli i
risolini dei turisti nei confronti
dei solito italians. Perciò
l’assessore chiarisce infastidito:
«L’infelice quanto economica
modalità scelta per apportare le
correzioni è dovuta esclusivamente
alla responsabilità della ditta in
questione, che risponderà al Comune
per l’eventuale danno di immagine». |